Smog e colesterolo:a Torino e Milano s'invecchia prima che a Roma

L’inquinamento atmosferico è una delle più grandi minacce per il nostro pianeta. L’agenzia europea per l’ambiente (Eea) ha stimato che nel 2013 sono state ben 467mila le morti in Europa derivate dall’inquinamento. Nonostante negli ultimi anni si sia registrato un miglioramento dell’aria, l’inquinamento resta una delle cause primarie delle malattie delle persone. Hans Bruyninckx, direttore esecutivo dell’Eea, ha dichiarato: “La riduzione delle emissioni ha portato a miglioramenti della qualità dell’aria in Europa, ma non abbastanza per evitare danni inaccettabili per la salute umana e l’ambiente” e poi ha aggiunto: “Sono necessari maggiori sforzi da parte delle autorità pubbliche e delle imprese, così come dei cittadini e ricercatori”.

L’obiettivo europeo

Mercoledì 23 novembre il Parlamento europeo si è riunito a Strasburgo per discutere una direttiva che introduce nuovi limiti alle emissioni inquinanti per il periodo 2020-2030. Il provvedimento è stato approvato in seduta plenaria con 499 voti a favore, 177 contrari e 28 astensioni. Si sono stabiliti i nuovi limiti nazionali per ridurre le emissioni di biossido di zolfo (SO2), ossidi di azoto (NOx), composti organici volatili non metanici (COVNM), ammoniaca (NH3) e particolato fine (inferiore a un diametro di 2,5 micrometri).

L’obiettivo è ridurre l’impatto dell’inquinamento atmosferico sulla salute di circa il 50% entro il 2030.

Qualità dell’aria in Europa 2016

Il report dell’agenzia europea per l’ambiente presenta un’analisi della situazione dal 2000 al 2014, basandosi sui dati di oltre 400 città d’Europa. Nonostante i miglioramenti, circa l’85% della popolazione europea è stata esposta alle polveri sottili Pm 2,5 a livelli considerati dannosi per la salute da parte dell’Organizzazione mondiale della sanità (Oms). L’inquinamento da particolato viene provocato principalmente dalla combustione di carbone e biomassa, ma anche dall’agricoltura e dall’incenerimento dei rifiuti.

 Il particolato può causare o aggravare malattie cardiovascolari, asma e cancro ai polmoni. Infatti, secondo l’agenzia europea per l’ambiente, è stata proprio l’esposizione prolungata al Pm 2,5 ad aver causato circa 467mila morti premature in 41 Paesi europei nel 2013. Oltre al particolato, anche il biossido di azoto e l’ozono sono causa di numerose morti, sono stimate rispettivamente 71mila e 17mila vittime.