Di Maio e il congiuntivo: tre errori clamorosi su tre tentativi ed è subito gogna

Luigi Di Maio nel trituracarne dell'ironia social. Ci ha provato 3 volte ad esprimere un concetto, fallendo miseramente sul piano del costrutto grammaticale e già c'è chi lo vede fondatore del nuovo modo "il complottivo"

Luigi Di Maio finisce dritto sul patibolo, reo d’aver brutalmente assassinato il congiuntivo del verbo “spiare”. Tre colpi netti inferti pubblicamente al modo verbale più bistrattato della lingua italiana.

Inutili i tentativi del Presidente della Camera per porre rimedio. Ad ogni manovra per fare ammenda non ha fatto altro che gettare nuova benzina sul fuoco. E il web, si sa, non perdona. Subito per l’aspirante alla Presidenza del Consiglio, è stata allestita un’impietosa gogna sui social.

Lo strafalcione

Voleva dire la sua sulla teoria del cyberspionaggio, una delle punte di quelle 5Stelle, che nell’ultimo periodo stanno perdendo inesorabilmente smalto. E così Di Maio, nel suo tweet scivola drammaticamente sul congiuntivo. “Se c’è il rischio che i soggetti spiano massime istituzioni qual è il livello di sicurezza che si garantisce a imprese e cittadini?“.

Più che scivolare, forse è appropriato dire che lo scansa accuratamente. In un costrutto, quale l’ipotetica, che impone il suo uso, il pentastellato favorisce al modo congiuntivo quello indicativo (“Spiano” anziché “Spiino“).

di maio

Goffi tentativi di recupero

Il post di Di Maio su Twitter, però, ha vita breve. Il Presidente della Camera lo elimina, e prontamente ne pubblica un altro. Becca il congiuntivo, ma manca la consecutio temporum. Giusto il modo, errato il tempo. “Se c’è rischio che massime istituzioni dello Stato venissero spiate qual è livello di sicurezza che si garantisce alle imprese e cittadini?“.

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Siccome non c’è due senza tre, però, Di Maio ne colleziona un altro, questa volta su Facebook. “Se c’è il rischio che due soggetti spiassero le massime istituzioni dello Stato qual è il livello di sicurezza che si garantisce alle imprese italiane e ai singoli cittadini?“.

A questo punto l’errore non è più ascrivibile a giustificazioni riconducibili all’immediatezza approssimativa e alla superficialità dei social. Il pentastellato non può più sfuggire al giudizio feroce degli internauti è inevitabile. Così c’è chi si chiede quale sia il vero titolo di Luigi Di Maio, forse il battesimo? Ma tra le tante critiche c’è anche chi gli riconosce l’ideazione di un nuovo modo verbale: il complottivo.

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