silvio berlusconi indagato guai

Se questa mattina sembrava solamente una possibilità, ora è tutto ufficiale: sono di nuovo guai giudiziari per Silvio Berlusconi, ancora una volta iscritto nel registro degli indagati. L’accusa però non è una new entry: come già era accaduto, sull’ex Premier gravano le accuse di corruzione in atti giudiziari. Alone di mistero ancora su quei pagamenti alle olgettine, più simili a meri compensi in cambio di silenzio.

Berlusconi di nuovo indagato

Ancora accuse per Berlusconi, ancora scandalo. Sebbene il suo cuore inizi a far accenno della sua avanzata età, Berlusconi si trova ancora al centro di calde peripezie legali non di poco conto.

Al momento infatti la procura di Milano ha deciso di iscrivere nuovamente il cognome dell’ex Premier nella lista delle persone indagate. Parallelamente al suo nome, spunta non a caso quello delle rinomate “olgettine“. Stando a quanto proferito dalla procura milanese, l’accusa a carico dell’ex cavaliere sarebbe quella di corruzione in atti giudiziari riguardo propriamente l’inchiesta in corso sulle scottanti serata del “Bunga Bunga” in quel di Arcore.

Olgettine: soldi in cambio di silenzio?

Quello che rendono noto i pm milanesi sono accuse tutt’altro che irrilevante. Già in passato Berlusconi era stato chiamato a giustificare diversi movimenti bancari ma ora, emerge una realtà sempre più turpe.

Come si evince infatti, l’ex Premier avrebbe elargito ingenti somme di denaro alle “dolci compagne” dei suoi party sfrenati in cambio di silenzio. Nulla di nuovo alla luce del sole si potrebbe pensare, ma tali pagamenti sembrerebbero essere stati effettuati fino a circa 2 mesi fa, verso la fine del 2016. Ovviamente, insieme a Berlusconi, sono finiti nel registro anche i nomi delle 4 ragazze che fino a non più di 70 giorni fa avrebbero percepito soldi dall’ex cavaliere in cambio di bugie. Nello specifico, parliamo di Elisa Toti, Aris Espinosa, Miriam Loddo e Giovanna Rigato.

Tuttavia è bene specificare come i nomi delle olgettine in questione fossero già presenti nel precedente procedimento, “Ruby Ter“. Quell’inchiesta di fatto, ad oggi, non risulta essere che la madre di una filone d’indagine ancor più approfondito.