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Altra visita al San Raffaele per Silvio Berlusconi, in cui pare essere andato tutto bene: continuano i controlli per il Cavaliere, 80 anni, a seguito dell‘intervento al cuore subito nel giugno del 2016. Berlusconi sarebbe già a casa propria, dopo una visita che, come trapela da Forza Italia, il patron di Mediaset aveva programmato da tempo e che rientra nella routine di riabilitazione dopo l’operazione. A preoccupare Berlusconi, però, nuovi guai giudiziari legati allo stralcio di indagini su Publitalia.

La salute dell’ex Premier

Già nei mesi finali dello scorso anno il Cavaliere era tornato per alcuni controlli al San Raffaele, anche per lo stress legato all’attività di propaganda per il referendum elettorale.

A tal proposito, il 27 novembre scorso, dopo un’ospitata da Barbara D’Urso, l’ex Premier venne ricoverato nella struttura per alcune ore, alla fine delle quali tornò a casa assicurando che fosse “tutto a posto“.

La visita della giornata di ieri, durata mezz’ora, rientra nel processo di ripresa dall’intervento al cuore, per il quale Berlusconi ha anche compiuto un breve viaggio negli Stati Uniti. Appurato che non ci siano problemi di salute, il Cavaliere però vede addensarsi  nuove minacciose nubi giudiziari su di sé.

Un nuovo processo per Berlusconi?

Dopo aver comunicato la sua disponibilità a ridiscutere la legge elettorale, il leader di Forza Italia vede infatti nelle ultime ore diventare sempre più plausibile l’ipotesi di un processo a suo carico al tribunale di Milano. Le accuse per Berlusconi sarebbero di frode fiscale e appropriazione indebita, legate allo stralcio di inchiesta su Publitalia, l’azienda di concessione di pubblicità di Mediaset, per il quale l’ex amministratore delegato ed ex presidente della compagnia, Fulvio Pravadelli, ha appena chiesto il patteggiamento di un anno.

La decisione su Pravadelli arriverà in giornata dal giudice Natalia Imarisio: intanto l’uomo ha già risarcito il fisco della cifra di 18 milioni di euro.

I reati contestati al Cavaliere

La Procura di Milano, dopo che i pm Mauro Clerici e Giordano Baggio hanno chiuso negli scorsi giorni il filone a carico di Berlusconi e sulla cui richiesta di rinvio a giudizio dovrà esprimersi il gup, contesta al patron di Mediaset di aver garantito un vitalizio di 12 milioni di euro totali  a 2 amici con un giro di false fatture: coinvolti Alberto Bianchi, amministratore di una società di intermediazione pubblicitaria e Romano Luzi, a capo di un’altra azienda.

Nel frattempo, nella giornata di oggi 2 indagati, Luca Vitiello, amministratore di una delle società che ha disposto le false fatture e lo stesso Bianchi, cercheranno di patteggiare. Se per il primo il patteggiamento a 1 anno e mezzo pare accessibile, per il secondo la Procura pare non aver dato parere positivo, con Bianchi che si appresta a comparire di fronte al giudice Luigi Gargiulo.

La dinamica

Secondo la Procura, dal 2008 al 2013, con il benestare di Pravadelli, Publitalia avrebbe pagato con false fatture emesse dalla società di Bianchi provvigioni mai esistite proprio allo stesso Bianchi, che fungeva da mediatore e promotore di spazi pubblicitari.

Nonostante nelle ultime settimane, poi, la Procura sembrasse propensa ad archiviare lo stralcio di indagine a carico dell’ex Premier, la decisione degli inquirenti è infine andata nella direzione opposta, notificando a Berlusconi la chiusura delle indagini per l’imminente richiesta di un processo.

Il leader di Forza Italia, in quanto fondatore del gruppo Fininvest, avrebbe determinato, in un periodo che va dal 2009 al 2013, il pagamento di oltre 6,6 milioni di euro per Bianchi e 5,8 per Luzi con l’aiuto di Pravadelli – con il quale è indagato per entrambi i reati – e i soldi spuntati dalle casse di Publitalia e girati con fatture false.

Non sembra esserci quindi pace per Berlusconi, che a dicembre era stato anche rinviato a giudizio con l’accusa di aver corrotto dei testimoni in occasione del processo Ruby Ter.