Delitto Motta Visconti, Carlo Lissi rinuncia all'appello

Carlo Lissi rimarrà in carcere e non chiederà appello, dopo essere stato condannato all’ergastolo per l’omicidio della moglie e dei figli nel 2014 a Motta Visconti. È sua la decisione di non procedere con il secondo grado di giudizio per scontare la pena, che considera giusta per lui. A gennaio 2016 aveva deciso di rinunciare all’eredità e di dare tutto quello che aveva alla famiglia delle vittime per un risarcimento parziale.

Li uccise per un invaghimento

Era il 2014 quando Lessi decise di assassinare la moglie, Maria Cristina Omes e i figli Giulia (5 anni) e Gabriele (20 mesi). Si era innamorato follemente di Maria, collega di lavoro con la quale condivideva la passione per la moto e i pranzi in settimana. Lui avrebbe voluto lasciare la moglie, benché lei avesse detto all’uomo di avere una relazione e di non voler tradire il compagno.

Carlo Lissi, angosciato dall’idea di tutto il malumore e la tensione con i figli che una separazione avrebbe potuto portare, ha pensato che l’unica soluzione fosse un pluri-omicidio. Lui stesso avrebbe descritto, durante la confessione del delitto, il contesto emotivo che l’aveva portato a un gesto tanto atroce: “Ho conosciuto Maria a marzo. Condivideva la mia passione per la moto, abbiamo iniziato a parlare, andavamo a pranzo insieme, la nostra intesa aumentava. Non abbiamo mai avuto rapporti sessuali, lei aveva una relazione e mi ha detto che non avrebbe mai tradito il partner. Ma io ho creduto che lei fosse il vero amore. Ho iniziato a pensare alla separazione, avevo visto che ci poteva essere il divorzio veloce, ho chiesto a due miei colleghi: uno mi aveva detto di avere dovuto affrontare qualche sacrificio economico e di avere perduto l’affetto dei figli per colpa della ex moglie”.

Non fu premeditato

L’uomo, bloccato dall’idea del giudizio dei genitori e dal pensiero di non poter vedere più i figli: “Volevo la separazione ma ero bloccato, preoccupato del giudizio dei miei genitori, dei parenti di lei, angosciato dal timore di una conflittualità in cui il rapporto con i figli ne avrebbe risentito”.

La sera in cui confessò alla moglie di essere innamorato di un’altra, i toni si alzarono esageratamente e, al tentativo di lei di dargli due schiaffi, lui prese un coltello e cominciò a colpirla. La sua intenzione a quel punto era di uccidere anche sé stesso e i bambini, perché “ non volevo che soffrissero senza il padre e la madre perché li amavo troppo. Però non riesco a spiegarmi neanche io”.