maria ungureanu

Si continua ad indagare sull’omicidio di Maria Ungureanu, la bambina di 9 anni trovata morta in un resort lo scorso 19 giugno. La piccola è stata trovata nella piscina. I sospetti si sono immediatamente addensati intorno a Daniel Ciocan, indagato dalla Procura di Benevento, ma mai arrestato. Ora nuove sconcertanti intercettazioni sembrerebbero confermare il coinvolgimento dell’operaio 21enne.

Le intercettazioni di Daniel Ciocan

È il settimanale Giallo a pubblicare in esclusiva il contenuto delle intercettazioni della famiglia Ciocan. Daniel, operaio romeno, è indagato per omicidio volontario e violente sessuali ai danni della piccola Maria. La sorella Cristina sarebbe invece accusata di concorso in omicidio: da subito avrebbe infatti coperto il fratello.

Adesso si va oltre: dalle intercettazioni è emerso che i due, insieme al fratello Cristian, avrebbero minacciato un testimone, intimandogli di cambiare la sua versione.

Il teste avrebbe dovuto cambiare la sua dichiarazione in merito alla sera dell’omicidio. Quello che i fratelli Ciocan volevano era che rettificasse l’orario in cui Daniel e Cristina hanno lasciato la sua casa: Cristina avrebbe intimato al testimone di dire ai Carabinieri che alle 20.48 i due si trovavano ancora lì. Questo perché alle 20.48 il GPS ha rilevato l’auto di Daniel nel resort dove è stato trovato il corpo di Maria.

La famiglia copre l’omicidio di Maria Ungureanu?

La madre dei due indagati, Adela, ha anche lei contribuito a difendere il figlio dalle accuse. A soli 3 giorni dall’omicidio, riporta Giallo, la donna avrebbe tentato di far accusare altre due persone dell’omicidio. Il 22 giugno 2016 avrebbe detto al figlio Cristian: “Devi dire di due persone e niente più… poi me la vedo io!“. L’uomo non riesce a mentire, ma la madre lo sprona a farlo.

A luglio dello stesso anno, Daniel e Cristian ripercorrono la strada che il primo fece la sera dell’omicidio insieme alla vittima, per mostrare al fratello il percorso.

Cristian gli chiede: “Gli hai domandato chi l’ha violentata dentro la macchina?“, al che Daniel risponde: “Noo… abbiamo ascoltato musica…“. I due tornano al resort pochi giorni dopo, e Daniel indica al fratello il punto esatto in cui secondo il GPS si trovava l’auto del sospettato: “Qua, vedi qui. Al secondo posto, proprio sotto la pianta grassa“.

Nell’ultima intercettazione Daniel confida a Cristian che “Se rinchiudono me sai quanti me ne porto dietro? A me e a Cristina ci accusano per quello che hanno detto, no? Però a tutti questi altri che… per falsa testimonianza, se ne parla per tutti di 5-6 anni di galera“.