Gloria Rosboch è stata assassinata il 13 gennaio 2016 e, un anno dopo il dolore e la rabbia sono ancora ardenti per i suoi genitori, Marisa Mores ed Ettore Rosboch. In un’intervista in esclusiva al settimanale Giallo i due hanno rivelato i sentimenti di odio e rancore che ancora provano per Roberto Obert e Gabriele De Filippi, esecutori materiali del delitto.

La madre: “Provo un odio mortale”

Marisa Mores non trattiene un’impeto d’ira nello spiegare cosa pensa degli assassini di sua figlia: “Ci chiedono scusa? Hanno ammazzato mia figlia! Farebbero meglio a spararsi entrambi. Per Gabriele e Obert provo un odio mortale”(…). Gabriele invece ha chiesto una perizia psichiatrica per farsi passare per pazzo ed evitare l’ergastolo” (la donna si riferisce alla richiesta del 23enne di sottoporsi a perizia psichiatrica, ndr).

 I genitori di Gloria, dopo aver perso in modo terribile la figlia, ora devono sopportare un’altra indescrivibile sofferenza: vedere i volti dei carnefici di Gloria in aula, durante le udienze del processo. Gabriele De Filippi, 23 anni, e il suo amante Roberto Obert, 54, si sono presentati in aula sotto gli occhi esterrefatti dei due coniugi Rosboch e il padre di Gloria si è quasi sentito male. Le domande che i Rosboch si pongono, a distanza di tanto tempo, sono ancora tante: “Volevano i soldi?

Perché non se li sono tenuti e non sono scappati da qualche parte?”.

Un delitto inspiegabile, ancora una volta, per due genitori anziani, che si sono visti recapitare anche una lettera di scuse da parte di Gabriele e della mamma di lui, Caterina Abbatista. Nella lettera il giovane diceva: “Chiedo scusa e perdono, ma purtroppo non posso riavvolgere il nastro. Mi vergogno di quello che ho fatto. Sono scuse che devo ai genitori di Gloria e a me stesso. Sono dispiaciuto per aver trascinato in questa tragedia anche altre persone come mia mamma e il mio fratellino”.

Il perdono, da Marisa e Ettore, non arriverà mai: per loro, gli assassini di Gloria meritano di soffrire quanto ha sofferto lei, uccisa e buttata in una cisterna. “Voglio recitare una preghiera e lasciare ai piedi di quella maledetta cisterna un mazzo di fiori”, racconta Marisa Mores, e continua: “È il mio modo per ricordarla”.

gabriele

Gabriele De filippi, così come è apparso recentemente

Il covo degli assassini

Dopo un anno di indagini, il quadro definitivo di come andarono le cose è ancora ben lungi dal delinearsi: spuntano, però, alcune foto inedite pubblicate su Giallo in cui vediamo per la prima volta come era fatto l’alloggio in cui venne pianificato il delitto. Si tratta dell’alloggio in cui Gabriele De Filippi viveva con la madre e con il fratellino: spicca tra tutte l’immagine in cui vennero bruciate, da Gabriele e da sua madre, le banconote false usate come esca per attirare Gloria (De Filippi le disse che intendeva ridarle i soldi  che la donna gli aveva prestato).