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Patrizia Reggiani è definitivamente una donna libera. Dopo esser stata condannata a 26 anni di carcere per l’omicidio dell’ex marito Maurizio Gucci, nipote del fondatore della nota casa di moda, il giudice di Sorveglianza non ha applicato i tre anni di libertà vigilata che le restavano da scontare.

Il delitto

Patrizia Reggiani e Maurizio Gucci si sono sposati nel 1973. Hanno divorziato dodici anni più tardi, dopo l’arrivo di due figlie. Nel 1995, durante una normale mattina di primavera, Maurizio Gucci è stato ucciso con quattro colpi di pistola. Si trovava nell’ingresso del palazzo milanese presso cui lavorava.

Solo dopo due anni di dure indagini, sono stati scoperti i responsabili del delitto attraverso alcune intercettazioni telefoniche. L’ex signora Gucci è stata condannata a 26 anni di carcere, con l’accusa di essere la mandante dell’omicidio. Insieme a lei è stato arrestato anche l’uomo che ha sparato i quattro colpi fatali sotto comando della Reggiani, Benedetto Ceraulo.

Il vitalizio

Lo scorso 10 febbraio, la Corte d’Appello di Milano ha stabilito che Patrizia Reggiani avrà l’opportunità di usufruire del denaro ereditato dall’ex marito. I due coniugi, infatti, avevano stipulato un promemoria d’intenti nel 1993 con il quale oggi viene riconosciuta alla Reggiani una somma annua di 1.100.000 franchi svizzeri.

Le figlie, completamente contrarie alla decisione della Corte d’Appello, non sono riuscite ad opporsi. Oltre a dover versare l’ingente vitalizio alla madre, Allegra e Alessandra sono state costrette a retribuirle 24 milioni di arretrati che le spettavano.

La revoca della libertà vigilata

In data 20 febbraio 2017, il giudice del Tribunale di Sorveglianza di Milano, Roberto Cossia, ha dichiarato la libertà definitiva per Patrizia Reggiani. La donna, infatti, non dovrà sottoporsi ai tre anni di libertà vigilata che le erano stati assegnati durante il processo del 1997.

Anche la Procura di Milano si è dichiarata concorde alla revoca della libertà vigilata. Danilo Buongiorno, difensore dell’ex signora Gucci, non può che esprimere il proprio senso di soddisfazione: è stato infatti stabilito che la sua assistita non sia socialmente pericolosa, e da qui ne consegue la revoca della libertà vigilata.