Maria Ungureanu subì ripetute violenze da parte di Ciocan

Nuovi tasselli vanno a unirsi al quadro in merito alla morte di Maria Ungureanu, la bimba di 10 anni morta annegata in una piscina del resort di San Salvatore Telesino. Da un servizio in esclusiva del settimanale Giallo scopriamo che la perizia del medico legale e gli inquirenti fanno emergere nuovi, atroci dettagli sugli abusi che la bambina subiva per mano di Daniel Ciocan.

La terribile verità sulle violenze

La perizia medico legale tratteggia un quadro fatto di violenze perpetrate nel tempo e dalla violenza incomprensibile: “è emerso che la piccola Maria fosse oggetto, da diverse settimane, di ripetuti abusi sessuali, che le comportavano a seguito delle ripetute deflorazioni, lesioni ulcerose e notevole stato infiammatorio”.

Non è finita qui. “Il quadro degli abusi sessuali veniva aggravato, altresì, dall’analisi degli sfinteri definiti “inusuali” ed oggetto di possibili penetrazioni di corpi estranei”. Ad avvalorare la tesi degli abusi ripetuti, ci sono le tracce di sperma appartenente a Ciocan trovate sui pantaloni che la bambina indossava il giorno prima del delitto. Il DNA di Ciocan è l’unico, estraneo alla bambina, che viene rinvenuto sui vestiti della piccola.

Daniel Ciocan cercò di adescare altri bambini

Purtroppo, si è scoperto che Maria non è la sola bambina che interessava, a scopi sessuali, a Daniel Ciocan.

Dalla relazione dei carabinieri emerge che “Daniel ha avuto contatti anche con altri minori: Katia (nome di fantasia), nata nel 2002, e Sara (nome di fantasia) nata nel 2009, la cui finalità era quella di cercare un incontro per uscire con loro”. La bimba di 8 anni è stata ascoltata dagli inquirenti ed ha dichiarato: “Ho conosciuto Daniel tramite…circa due anni prima su Facebook. Sebbene non lo avessi mai incontrato di persona, salvo che in una circostanza, avevo mantenuto contatti con lo stesso che mi chiedeva sempre se volevo uscire con lui e dove abitavo”.