raffaele sollecito

A quasi 10 anni dal delitto di Meredith Kercher, uno dei più controversi e conosciuti a livello internazionale, Raffaele Sollecito sembra pronto a chiedere un maxi risarcimento per il tempo passato in cella sebbene, a fine processo, venne riconosciuto come innocente.

Il risarcimento di Sollecito

Sono 3 i milioni di euro che Sollecito richiede alla magistratura per “errori e travisamenti delle prove” che l’hanno portato a trascorrere 4 anni in carcere, fino allo scarceramento con Amanda Knox nel 2015 perché entrambi assolti dalla Cassazione. Il ragazzo aveva quindi deciso di presentare una richiesta di risarcimento per ingiusta detenzione che nel febbraio 2017 ha però visto respinta: l’intenzione di Sollecito è quella di citare in giudizio 9 figure tra pubblici ministeri, procuratori generali, giudici di corte d’assise e d’assise d’appello, come consente la nuova legge sulla responsabilità civile dei magistrati.

I 3 milioni di risarcimento sono dovuti all’aver travisato circostanze, fatti e prove legate all’omicidio di Meredith Kercher. La legge sulla responsabilità civile stabilisce cause per dolo o colpa grave: per il secondo caso, è prevista la citazione dei giudici popolari.

Il giudice Pietro Spera ha ricevuto l’incarico di occuparsi del caso: l’11 aprile deciderà se citare anche i 12 giurati popolari delle Corti d’assise di Perugia e della Corte d’Appello di Firenze.

Perché la causa è in Liguria

Gli ultimi giudici che hanno condannato Raffaele Sollecito sono della Corte d’Appello di Firenze. Per processi su magistrati toscani il tribunale competente è quello di Genova: questo spiega perché la causa verrà esaminata e discussa in territorio ligure.

In aula è citata formalmente la Presidenza del Consiglio per rappresentare i giudici, con l’avvocato dello Stato Giuseppe Novaresi a difenderla. Lo Stato, in caso di condanna, si rivarrà su pm, gip e giudici singolarmente dopo aver pagato il risarcimento. Sollecito e Amanda Knox furono condannati in primo grado, poi assolti in appello a Perugia per una decisione annullata dalla Cassazione, che preparò un appello bis a Firenze, in cui gli allora fidanzati vennero giudicati nuovamente colpevoli dell’omicidio della studentessa inglese.

Infine, i Supremi giudici assolsero entrambi con motivazioni anche molto pesanti, come “colpevoli omissioni” nelle indagini, sulla cui conduzione veniva notato un “deprecabile pressapochismo”. Sollecito pare avere come principale obiettivo il pm di Perugia, Giuliano Mignini, all’epoca colui che si occupò del caso.

La Corte d’Appello di Firenze lo scorso febbraio aveva respinto la richiesta di risarcimento di 500 mila euro per ingiusta detenzione presentata sempre da Sollecito, che aveva dichiarato: “I giudici non hanno tenuto conto della sentenza della Cassazione che mi ha definitivamente assolto da tutte le accuse. Questa aveva infatti rilevato che ci sono state gravi omissioni e defaillance degli investigatori e dunque cerano precise responsabilità nella fase delle indagini. Per questo sono sorpreso da una decisione che ancora una volta proviene da Firenze e che sembra non dare seguito a una chiara sentenza della Cassazione”.