davide vannoni stamina

È stato arrestato stamane Davide Vannoni, il medico ideatore del metodo Stamina. Il medico è accusato di aver continuato a utilizzare il metodo di cura da lui creato, che era stato bocciato e ritenuto non valido dai giudici italiani.

Malati reclutati in Italia

Vannoni è accusato di aver cercato di far ripartire le sue attività con Stamina all’estero: per farlo pare che reclutasse i pazienti in Italia (anche tramite l’associazione Prostamina Life, la cui Presidente è anch’essa indagata). Le intercettazioni telefoniche che hanno incastrato il medico ed hanno visto coinvolta anche la biologa Erica Molino facevano capire che si stava cercando una nuova località nella quale diffondere il metodo Stamina.

Tra quelle considerate vi erano Bielorussia, Ucraina, Santo Domingo.

I reati per i quali è accusato è associazione a delinquere aggravata dalla transnazionalità, truffa aggravata e somministrazione di farmaci non conformazione con il metodo Stamina. Nel marzo 2015 Vannoni aveva patteggiato per 22 mesi di carcere, ma in quanto incensurato  aveva ottenuto la condizionale.

Il metodo Stamina

Il metodo Stamina consisterebbe nella trasformazione di cellule staminali mesenchimali in neuroni, senza che vi sia stimolazione alcuna. Il metodo sarebbe prevalentemente indirizzato e pensato a chi soffre di patologie neurodegenerative. La tecnica prevederebbe l’utilizzo di cellule autologhe del paziente da trattare in combinazione con cellule allogeniche (quindi da donatore).

Davide Vannoni non è un medico bensì un comunicatore di massa laureato in scienze della comunicazione: per far ritenere valido il trattamento, in passato Vannoni raccolse i feedback positivi di Marcello Villanova, membro dell’Associazione per lo Studio delle Atrofie Muscolari Infantili e il direttore sanitario degli ospedali Civili di Brescia.

La vicenda assume maggior risalto mediatico nel momento in cui il programma televisivo Le Iene ripropone alcuni video in cui vengono mostrati bambini che paiono aver ottenuto miglioramenti evidenti e propongono i risultati presenti in così definite “cartelle cliniche” che invece sono i fogli di dimissione dei pazienti.

Il un secondo momento il ruolo de Le Iene nell’intera vicenda verrà criticato aspramente da parte della comunità medica, che accuserà il programma di infoitanment di scorrettezza comunicativa.

La sperimentazione

Sulla sperimentazione in Italia sono sorti i dubbi più grandi, prima ancora di arrivare a una condanna: gli errori nel dosaggio (vengono somministrate dosi di farmaci adatte ai topi), il mancato controllo delle possibili trasmissioni di patologie (come l’AIDS o la mucca pazza) e l’esclusione di patologie come la SMA1 hanno portato alla stesura, nel 2013, da parte di un comitato scientifico istituito dal ministero, di un rapporto consultivo nel quale si spiegava che il metodo non aveva valore scientifico.