Briatore
Problemi nell’aria per Flavio Briatore. Infatti, il ricco imprenditore nostrano, che stava lavorando all’ultimazione di un impianto sulla costa salentina a nord di Otranto (nei pressi del canale di Cafaro), ha subito il sequestro dell’intera struttura. L’ipotesi degli inquirenti della Procura di Lecce è abusivismo edilizio.

Il complesso del Twiga

Il Twiga sembrava essere l’ennesimo progetto vincente di Flavio Briatore, imprenditore che col suo marchio si è notevolmente sparso in tutto il mondo. Da Marina di Pietrasanta, fino a Dubai, passando per Montecarlo e Londra, Briatore ha davvero creato un redditizio impero. Da qui l’idea di espandersi anche in Salento, nella splendida cornice di Otranto con un impianto balneare.
L’impianto balneare, frutto di un ingente investimento di circa 2,5 milioni di euro, alla sua ultimazione, doveva presentare 150 gazebo, un cocktail bar, un ristorante italo-giapponese ed un locale per la movida. Il progetto è stato realizzato dalla società Cerra, costituita da una cordata di imprenditori salentini che hanno ottenuto la concessione del marchio di Briatore.

L’ipotesi di reato

Il Twiga è però finito ben presto sotto la lente d’ingrandimento della Procura di Lecce guidata dal pm Antonio Negro, il quale sta indagando a vario titolo su alcune autorizzazioni rilasciate ai lidi salentini. L’ipotesi di reato contestata, come detto, è abusivismo edilizio: i prefabbricati, la piscina, il solarium e la spianata realizzata per far posto al parcheggio, secondo gli inquirenti, non avrebbero dovuto essere realizzati secondo i permessi rilasciati.
Infatti, la struttura, che sorge in un terreno privato di circa 5 ettari, nasce come un “accesso al mare” e non come uno stabilimento balneare. Pertanto, essa può presentare soltanto “strutture amovibili di chiosco e ristorante e servizi per la balneazione” così da permettere “la fruizione del litorale e garantire la fornitura di servizi e attrezzature utili alla balneazione“.
Inoltre, la Procura di Lecce contesta che una struttura di tali dimensioni non può sorgere su un terreno agricolo ed infine sembrano esserci delle illegittimità nelle concessioni rilasciati dal comune.