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Salman Abedi, il terrorista libico che ha insaguinato il concerto di Ariana Grande lunedì sera a Manchester, è stato fin dall’inizio ritenuto un lupo solitario. Questa tesi, però, almeno secondo quanto emerge dalle indiscrezioni della stampa inglese, potrebbe essere smentita. Sembra infatti che per azionare la bomba utilizzata per compiere l’orrido attentato, Salman avesse dovuto avere almeno un complice. Di pochi attimi fa la notizia di due nuovi arresti: in manette anche il padre dell’attentatore ed un secondo fratello. Le sue inequivocabili parole: “Siamo dell’Isis“.

Arrestato il padre ed un altro fratello: “Siamo del Daesh

Aggiornamento delle 20:30 – La notizia è venuta a galla dopo ore di severo interrogatorio al fratello di Salman Abedi, il terrorista della strage fuori dall’Arena di Manchester.

L’intelligence ha deciso di fare massima pressione sui parenti dell’attentatore e, a pochi giorni dal terribile attentato, le notizie iniziano a salire a galla. A rivelare la verità è il fratello di Salman, Hashem Abedi. Arrestato a Tripoli insieme al padre, il giovane ha rivelato i dettagli più determinanti: “Siamo dell’Isis, sapevo dell’attentato“. Mentre sembra sempre più delineata la matrice dell’attacco, il fratello di Salman, il secondo a finire in manette, ha voluto poi svelare come lui stesso, partecipe alla progettazione dell’attacco di Manchester, fosse impegnato in ulteriore attentato che avrebbe dovuto aver luogo a Tripoli.

Fin’ora in manette dunque i due fratelli del terrorista ed il padre.

Attacco a Manchester: l’arresto del fratello

Una delle prime misure messe in atto dagli inquirenti, è stata l’arresto del fratello 23enne di Salman: Ismail Abedi. Il ragazzo, del quale non si sanno molte notizie, è in stato di fermo dalla giornata di martedì. Ismael è stato arrestato in seguito alla perquisizione della casa della famiglia Abedi, situata in un quartiere nel sud di Manchester, Fallowfield. Le poche informazioni sul ragazzo ci sono pervenute da un curriculum online, in cui è definito come un esperto di informatica, che in passato ha lavorato per il Manchester Islamic Centre, il centro islamico della moschea di Didsbury.

La figura oscura del padre

Le informazioni che giungono riguardo al padre, invece, lo caratterizzano come una figura con più ombre che luci. Ramadan Abedi, originario di Tripoli, viene definito un “federalista della Cirenaica“. Tuttavia,  Mohamed Eljarh, analista libico che lavora anche per l’Atlantic Council, lo dipinge come un vero e proprio estremista, sostenendo addirittura che Ramadan facesse parte del Lifg. Questo acronimo indica un braccio combattente appartenente ad Al Qaeda: proprio il gruppo terroristico al quale sembra che fosse affiliato il figlio  terrorista Salman. “Molti islamisti libici, in particolare del Lifg, che sono fuggiti dal regime di Gheddafi hanno trovato rifugio nel Regno Unito e Manchester è un centro importante per loro” ha dichiarato Eljarh.

Le ulteriori prove del legame del padre di Salman con Al Qaeda

Ad avvalorare l’ipotesi del legame del padre dell’attentatore con Al Qaeda, inoltre ci sono almeno altri due elementi. Il primo consiste nel fatto che il nome dell’uomo compare in un documento conservato nei registri dell’organismo per la sicurezza dello Stato della Libia che risale alla dittatura di Gheddafi: sostanzialmente Ramadan Abedi era ricercato quando Gheddafi era ancora vivo. Il secondo proviene direttamente dai servizi segreti libici, i quali lo avevano classificato come esponente di Al Qaeda.