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Donald Trump non è un Presidente “verde”, e questo era chiaro già da prima della sua elezione. La sua posizione sulla riduzione delle emissioni di gas serra, sancita dall’accordo di Parigi, è stata ribadita durante il G7 di Taormina, e ha decretato la spaccatura tra i partner europei e il colosso inquinante d’oltreoceano. La divergenza tra Unione Europea e Stati Uniti è stata ben esplicitata da Angela Merkel, la quale ha ribadito la necessità che l’Europa si smarchi dagli americani e “riprenda in mano il suo destino“.

Il nodo del clima: la marcia indietro sull’accordo di Parigi

Cina e India, rispettivamente al primo e terzo posto per l’emissione di gas serra, festeggiano il raggiungimento degli obiettivi dell’accordo di Parigi prima del previsto.

Parallelamente allo sforzo titanico dei due giganti asiatici, che stanno riuscendo a ridurre la dipendenza da combustibili fossili, la seconda potenza inquinante, gli Stati Uniti, fanno marcia indietro.

Trump sta da tempo smontando le precauzioni prese dal suo predecessore, Barack Obama, per scongiurare il pericolo del cambiamento climatico. Adesso, il sito Axios fa sapere che il Presidente vorrebbe anche retrocedere dall’accordo di Parigi sul clima, firmato nel 2015.

La sua mossa è motivata dal fatto che Trump teme la perdita di posti di lavoro e di frenare l’economia se si attuasse una svolta “verde”.

Il pericolo del cambiamento climatico

L’accordo di Parigi è arrivato dopo altri provvedimenti analoghi presi sul tema del cambiamento climatico: quelli di Copenhagen e di Kyoto. Il pericolo maggiore è rappresentato dall’aumento della temperatura globale, che a Parigi si è decretato non dovesse superare gli 1,5° centigradi l’anno.

Per raggiungere questo ambizioso obiettivo, le emissioni di anidride carbonica dovranno diminuire entro il 2020: in caso contrario, secondo gli scienziati, la temperatura del pianeta continuerà a salire provocando disastri naturali, come siccità, innalzamenti del livello del mare, alluvioni e altri ancora che cambierebbero la faccia del pianeta.

Merkel: l’Europa si riprenda in mano il suo destino

La contrarietà di Trump a continuare con la lotta ai combustibili fossili è un’ulteriore motivo di spaccatura con l’Europa. Il Presidente americano deve prestar fede alle promesse fatte in campagna elettorale ai minatori e ai petrolieri che l’hanno appoggiato e votato in blocco. Anche perché gli scandali sulla sua amministrazione continuano e Trump vuole assicurarsi l’appoggio popolare in caso sia abbandonato dal suo partito.

Calcoli che non sono piaciuti ad Angela Merkel, la quale ha definito il partner d’oltreoceano non più affidabile. La Cancelliera tedesca vuole approfittare dell’attuale distanza siderale tra la politica americana e dei Paesi dell’Unione per fortificare l’impianto europeo. Di ritorno da Taormina, Merkel ha dichiarato: “I tempi in cui potevamo fare pienamente affidamento sugli altri sono passati da un bel pezzo, questo ho capito negli ultimi giorni“. La Cancelliera ha inoltre sottolineato che: “Noi europei dobbiamo davvero prendere il nostro destino nelle nostre mani“. 

MELANIA TRUMP INCANTA AL G7 – GUARDA IL VIDEO:

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