In 22 potrebbero essere figli del direttore di una banca del seme

Jan Karbaat fino al 2009 è stato direttore della banca del seme di Bijdorp, vicino a Rotterdam, Olanda. 22 tra madri e figli nati da fecondazione assistita gli hanno fatto causa per aver mentito sull’identità del donatore che, a quanto pare, sarebbe stato in tutti questi casi sempre lui. Ma, secondo una sua dichiarazione, potrebbe essere il padre di circa 60 bambini in tutto nati tra gli anni 80 e 90.

I primi sospetti

Jan Karbaat ha diretto una clinica per la fecondazione assistita che è stata chiusa per gravi irregolarità amministrative. Già allora erano venuti a galla i primi problemi: 2 fratelli, attraverso un test del DNA, avevano scoperto di non avere lo stesso padre, come invece la clinica aveva rassicurato alla madre.

Poi, nel 2015, molti dei clienti avevano ricevuto la temuta conferma: una commissione governativa, dopo un controllo sulla documentazione della clinica, aveva dichiarato che l’identità di nessuno dei donatori e, quindi, dei padri biologici, poteva essere certa.

Potrebbe essere il padre di circa 60 bambini

Una donna nata da fecondazione assistita, insospettita dalla somiglianza con Karbaat, ha voluto incontrarlo. L’uomo avrebbe affermato di essere, probabilmente, il padre di una 60ina di bambini, lei inclusa. Quando gli ha chiesto di fare il test del DNA, però, lui si è rifiutato.

La donna ha lasciato perdere, ma è tornata alla carica quando ha scoperto di altre famiglie che stavano cercando di scoprire se il dottore fosse il padre biologico. Le vittime si sono organizzate, e in 22 persone hanno intentato una causa collettiva contro Jan Karbaat. Tra loro ci sono sia ragazzi che vogliono conoscere la verità sul proprio padre biologico che madri che sentono di essere state ingannate.

La battaglia in tribunale

Karbaat, morto a febbraio di quest’anno, ha rifiutato fino all’ultimo di fare l’esame del DNA. Inoltre ha incluso nel testamento che non venissero fatti esami del DNA sulla sua salma.

La legge secondo cui ogni bambino nato da fecondazione assistita, una volta compiuti i 16 anni, ha il diritto di conoscere l’identità del donatore sembrerebbe giocare in favore dei querelanti. Infatti dopo la morte di Karbaat la polizia ha portato via dall’abitazione oggetti di uso quotidiano che contengono tracce del suo DNA. Sono stati analizzati, ma i risultati non possono essere messi a confronto con quelli dei querelanti. Le fondamenta della causa, infatti, non sono abbastanza solide. Si basano su una dichiarazione che Karbaat avrebbe fatto e non su prove concrete. Il tribunale, quindi, non ha dato il permesso per effettuare il confronto del DNA.

Una prima conferma

Il figlio di Karbaat, però, si è recentemente sottoposto ad un test del DNA. Dal quale risulta che l’ex direttore potrebbe essere il padre biologico di ben 19 persone nate grazie alla clinica. Una cosa che, già di per sé, va contro la legge. Infatti, in Olanda, un donatore di sperma non può avere più di 6 figli nati da fecondazione assistita.