Cristiano De André racconta il padre Fabrizio e la madre Enrica

In un'intervista rilasciata qualche tempo fa a Vanity Fair, Cristiano De André ricorda il passato svelando il rapporto con il famosissimo padre e la madre

Cristiano de André, in un’intervista rilasciata a Vanity Fair poco prima di ricominciare il suo tour ‘De André canta De André’, si sofferma a parlare di suo padre Fabrizio, che prima di morire non volle vederlo e della madre Enrica Rignon, che quando lui era solo un bambino tentò il suicidio ben 2 volte.

Cristiano De André ricorda i genitori

Ultimamente al centro della cronaca per via del rapporto conflittuale con la figlia Francesca – che in una puntata di Domenica Live lo accusò di aver picchiato la sorella più piccola – e anche per via di una lite furibonda con la fidanzata 22enne Ottavia Pojaghi Bettoni, tralascia un po’ tutte le polemiche e parla solamente del suo rapporto conflittuale con il padre Fabrizio e della madre Enrica Rignon, da lui definitapresenza costante e inquietante”. Non è stato facile trovare la sua identità tra due figure forti e imponenti quali erano i suoi genitori, ma Cristiano De André in qualche modo ce l’ha fatta. Dal padre ha ereditato senza ombra di dubbio la passione per la musica e il cantautorato. Oltre a creare i suoi brani continua ogni anno a proporre dal 2009 le canzoni del padre nello spettacolo ‘De André canta De André’.

“Mio padre non accettava di perdere”

Un carattere molto particolare quello del padre Fabrizio con cui Cristiano ha lottato invano per avere un rapporto definibile normale. A 54 anni ripensando alla voglia di imporsi a tutti i costi del padre ricorda: “Gli facevo scherzi che lo facevano incazzare. E non sopportava che a Risiko! vincessi sempre. Si imbestialiva, spaccava le bottiglie di birra, urlava: ‘Ti ammazzo”. È arrivato persino a rubare i carrarmatini. Mio padre non accettava di perdere, in generale“. Fabrizio non voleva un altro cantautore in famiglia e avrebbe preferito un figlio veterinario: “Avrebbe voluto che studiassi veterinaria. Aveva aperto un’azienda agricola in Sardegna e gli serviva qualcuno che facesse partorire le vacche“.

Il ricordo degli ultimi mesi di vita del padre

Cristiano ricorda amaramente l’ultimo periodo della vita del padre Fabrizio che decise contro la sua volontà di non vederlo. Da lì sarebbe morto poi dopo 4 mesi: “Da genitore non voleva mostrarsi debole. Nelle canzoni scriveva della sua fragilità ma, nella vita, non accettava di farla vedere. […] Faceva parte di quella generazione che non riusciva a dire ti voglio bene. In faccia non me l’ha mai detto. Solo dopo ho scoperto che l’affetto che provava per me lo raccontava ai suoi amici“.

La madre Enrica…costante e inquietante

Alla sua infanzia ribelle, irrequieta e agitata si lega la figura della madre Enrica, sulla quale afferma: “Una presenza costante e anche inquietante, per via del suo bisogno di prendere amore più che di darlo. Mi madre era una vittimista cronica. All’inizio per problemi al cuore: soffriva di pericardite. Poi, perché non riusciva ad accettare la fine del matrimonio. Era un senso di colpa vagante, una nuvola di disperazione. Tentò il suicidio due volte. Avevo 11, 12 anni quando successe“. A segnare la vita di Cristiano è stata in particolar modo la relazione amorosa che la madre iniziò con il suo migliore amico, che egli vide inizialmente come un affronto e solo col tempo è riuscito a superare: “Era più grande di me di una decina di anni. A un certo punto cominciai a trovarmelo sempre per casa. Finché, un giorno, mia madre disse: ‘Marco e io stiamo insieme’. Sono esploso. […] Proprio con il mio migliore amico doveva mettersi? Comunque, col tempo, ho perdonato“.