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Manca non più molto alla ventura udienza e, soprattutto, si avvicina sempre più il 4 luglio, giorno in cui verrà emessa la sentenza riguardante l’omicidio di Gloria Rosboch. Ora, a pochi giorni dalla decisione finale, arriva il risultato della perizia psichiatrica operata su Gabriele Defilippi.

Omicidio Gloria Rosboch: lo psichiatra smentisce la difesa

Contrariamente forse a quanto maturato finora nell’opinione pubblica su Gabriele Defilippi, soprattutto sulla sua sanità mentale, pare che il riscontro psichiatrico accerti l’esatto opposto. Gabriele Defilippi, reo confesso d’aver ucciso la professoressa Gloria Rosboch assieme all’amante, nonché complice, Roberto Obert, non è affatto un pazzo. Nell’ultimo periodo di fatto tanto il giovane quanto l’intero team di avvocati in sua difesa hanno cercato di concentrare l’attenzione sulla presunta instabilità mentale di Defilippi, un disturbo che l’avrebbe reso incapace di intendere e di volere a tal punto da uccidere la professoressa quasi incoscientemente.

Ora però parla lo psichiatra e pare che il riscontro dello specialista sia completamente diverso.

Lo psichiatra: “Alcun elemento di disabilità intellettiva”

Poteva essere forse una tattica quella di voler far archiviare l’omicidio come un folle raptus ma, se questo era il piano di Defilippi, la perizia psichiatrica glielo ha demolito. Così infatti ha voluto tuonare lo psichiatra Franco Freilone sulla sanità mentale dell’imputato: “Non emerge alcun elemento riconducibile a disabilità intellettiva.

Non c’è follia, non c’è mancanza di intenzione e tutto pare sia stato fatto all’insegna di una ferma lucidità”.

Ora rischia l’ergastolo

Come si legge nella perizia: “È possibile affermare che non si è venuti a conoscenza di elementi per ritenere che, al momento dei fatti, il signor Defilippi Gabriele fosse in stato di mente, per infermità, da escludere o grandemente scemare la capacità di intendere o di volere“. Nessuna parvenza di dubbio nell’animo dello psichiatra, fermamente convinto che Gabriele Defilippi fosse lucido al momento dell’omicidio della Rosboch così come lo è stato successivamente durante i colloqui e le deposizioni.

Parole dunque che smontano la facciata che poteva assurgere ad essere lo scudo di ferro dell’imputato che, ora come ora, alla luce della perizia, potrebbe essere condannato senza remore all’ergastolo.