Ian

Si dice che la forza di volontà sia più importante del talento, e che essa sia la base per vincere qualunque battaglia. Se però la battaglia da combattere è già persa in partenza, perché si tratta di una lotta contro un cancro incurabile, la forza di volontà può venire meno e lasciare spazio allo scoramento più totale. Per Ian Toothill, però non è così: infatti l’uomo, grazie al suo incredibile coraggio, ha scalato l’Everest nonostante abbia un cancro all’intestino in fase terminale.

La storia di Ian

Ian, 47 anni da poco compiuti, originario di Sheffield (Inghilterra) e residente a Londra, era un personal trainer fino al giorno della drammatica notizia della comparsa di un tumore all’intestino che lo stava lentamente divorando.

Un anno dopo questa orribile comunicazione, nel 2016, pare aprirsi uno spiraglio per lui: sembra infatti che la malattia sia stata sconfitta grazie alle cure a cui è stato sottoposto. Purtroppo non è così, questa è solo un’illusione vana. I medici dicono addirittura all’uomo di prepararsi alla morte perchè avrà soltanto più pochi mesi da vivere. Nel momento dello sconforto più totale, però, Ian tirà fuori una forza d’animo davvero invidiabile.

 

Sono determinato a dimostrare che nulla è impossibile” dice l’uomo a  BBC Radio Sheffield in un’intervista di febbraio scorso, riferendosi al progetto che ha in serbo per sé: scalare l’Everest e toccare con un dito la punta del mondo, nonostante il suo male incurabile.

L’impresa di Ian

Grazie ad un’opera di foundraising che ha portato addirittura a raccogliere 31,500 £, Ian ha potuto iniziare la sua avventura, affiancato dall’esperta guida Leslie Binns. L’uomo ha raggiunto, dopo una lunga scalata, la vetta dell’Everest il 5 giugno scorso, realizzando così il suo sogno. Arrivato sulla cima del mondo, Ian, tifoso dello Sheffield Wednesday (squadra di serie b inglese), ha immediatamente piantato una bandiera della squadra rivale, lo Sheffield United (squadra militante nella terza serie inglese) per motivi di beneficienza.

I 31,500 £ raccolti da Ian, invece, hanno in parte finanziato la sua impresa, ed in parte sono andati alla Cancer charity Macmillan, un’associazione inglese impegnata nella lotta e nella prevenzione consapevole del cancro.