umberto bossi

È arrivata la condanna per Umberto Bossi, ex leader della Lega Nord. Bossi è stato condannato a 2 anni e 3 mesi per appropriazione indebita dei fondi del partito. Insieme a lui imputato anche il figlio Renzo BossiFrancesco Belsito, ex tesoriere della Lega. Il procedimento iniziato 4 anni fa si conclude quindi con la condanna in primo grado.

Umberto Bossi condannato

Il pm Paolo Filippini ha indicato l’uso dei fondi della Lega per fini personali da parte di Bossi come un “modo di agire consolidato“. L’ex leader del Carroccio si sarebbe appropriato di circa 200mila euro del partito. Il tesoriere Belsito, uomo di fiducia di Bossi, avrebbe invece intascato più o meno 500mila euro.

Per lui la condanna è stata di 2 anni e 6 mesi, mentre il figlio del Senatur, Renzo, è stato condannato a un anno e 6 mesi.

Il processo “The Family”

Il nome del processo, ribattezzato “The Family”, deriva dalla cartella con le spese da rimborsare alla famiglia Bossi sequestrata a Belsito. Secondo l’accusa, dal 2009 al 2011 i Bossi avrebbero deviato i fondi del partito, circa 850mila euro, compresi i rimborsi elettorali, per sostenere delle spese private. Il processo si è diviso in due procedimenti paralleli: uno che vedeva coinvolti il Senatur, Renzo Bossi e Francesco Belsito.

L’altro processo si è svolto con rito abbreviato e vedeva come imputato il maggiore dei figli di Umberto Bossi, Riccardo, condannato a un anno e 8 mesi. Quest’ultimo avrebbe usufruito di 158mila euro del Carroccio.

A cosa sono serviti i soldi

Questi fondi sono stati usati per i più disparati fini. Tra le spese contestate compaiono la ristrutturazione della casa di Bossi a Gemonio, l’acquisto di un’Audi A6 da parte di Renzo Bossi, il pagamento di multe e assicurazioni. Sono invece state escluse dall’accusa alcune voci, come le spese per la badante dell’ex leader leghista e i fondi per la scuola, poi fallita, di Emanuela Marrone, moglie di Bossi.

L’accusa di truffa ai danni dello Stato

Per Bossi e Belsito a fine mese è attesa una nuova sentenza, stavolta dal Tribunale di Genova. Il pm ha chiesto 4 anni per 40 milioni di euro di rimborsi elettorali che sarebbero stati usati per fini personali. I guai per la famiglia sembrano destinati a continuare. Renzo Bossi ha ribadito che, nonostante la sentenza di primo grado, si andrà avanti con gli altri gradi di giudizio.