Luisana

Luisana Lopilato è la moglie di Michael Bublè. L’attrice e modella argentina ha dovuto affrontare in compagnia del marito un terribile calvario che è durato ben 7 mesi: il tumore al fegato del figlio Noah. La coppia, attraverso i social media, aveva reso pubblica la notizia lo scorso 1° novembre, aggiungendo che entrambi avrebbero sospeso le loro attività professionali fino a quando la situazione non sarebbe andata per il verso giusto.

L’orrore della diagnosi e la voglia di reagire

Parlando della prima diagnosi ricevuta, in seguito ad una biopsia epatica in una clinica di Buenos Aires, Luisana torna a provare una sensazione di forte orrore e sgomento, pur riconoscendo che le condizioni di suo figlio sono in miglioramento costante.

È devastante per qualsiasi genitore ricevere una notizia come la nostra, quando Noah si è ammalato. Ringrazio Dio perché adesso il peggio è passato, ma è c’è ancora un lungo processo di recupero che è tuttora in corso. Il peggio, però, è passato“.

Il ruolo della fede

Secondo la moglie di Michael Bublè, dietro al netto miglioramento delle condizioni di salute di loro figlio, c’è la fede. La donna, infatti, che si dice fortemente credente, ha dichiarato di non aver mai smesso di pregare affinché il tumore al fegato di Noah regredisse ed ha aggiunto di essersi recata ogni domenica in chiesa per andare a messa.

In effetti, la situazione del figlio è migliorata in fretta, al punto che il piccolo Noah ha potuto trascorrere a casa coi propri genitori e col fratello minore lo scorso Natale. La Lopilato ha inoltre aggiunto che il tumore al fegato del figlio è stato un momento di grande unione famigliare. Infatti lei, il marito, il figlio minore Elias e proprio Noah  hanno dormito tutti e quattro insieme tutte le notti da quando quest’ultimo ha superato con successo il primo ciclo di chemioterapia ed è potuto tornare a casa coi genitori.

 

La donna ha chiuso l’intervista spiegando che la scelta dell’ospedale in cui è stato ricoverato Noah è avvenuta in termini puramente geografici. L’ospedale di Los Angeles in cui è stato ricoverato Noah, era considerato un luogo a metà strada tra la famiglia di origine di Michael Bublè proveniente dal Canada) e quella di Luisana (proveniente  dall’Argentina).