maria ungureanu

Non c’è pace per Maria Ungureanu, la piccola di quasi 10 anni, trovata morta all’interno di una piscina di un ristorante a San Salvatore Telesino, una cittadina in provincia di Benevento. La vicenda risale alla notte tra il 19 e il 20 giugno di un anno fa, giorno del ritrovamento del suo corpo, eppure non è stata ancora fatta chiarezza.

Sin da subito, sono apparsi nel registro degli indagati Daniel Petru Ciocan, il giovane rumeno 21enne, amico della famiglia di Maria nonché l’ultimo ad aver visto la bambina in vita, e la sorella Cristina, accusata di concorso di omicidio.

“La morte di Maria Ungureanu è stata un incidente”

Però, nelle scorse settimane, è stata respinta, per la seconda volta, la richiesta al Tribunale del Riesame, da parte della Procura di Benevento, di arresto del 21enne. Infatti, nonostante sia stato rinvenuto del DNA del ragazzo sui pantaloni di Maria Ungureanu, il giudice ha ritenuto che non vi siano elementi sufficienti per accogliere una richiesta simile.

Tuttavia, la difesa dei fratelli Ciocan si sta facendo sentire. La criminologa Ursula Franco, che fa parte del loro pool difensivo, ha ribadito la sua posizione: “Ormai da più di un anno, sostengo che durante l’annegamento, che fu semplicemente un evento accidentale”. La criminologa, infatti, ha più volte sostenuto che la bambina, aveva potuto vedere le due, in quanto erano entrate di nascosto nel giardino con la piscina. Pertanto, dopo il tragico incidente, la ragazzina più grande era fuggita per paura.

Le accuse nei confronti del padre

Ursula Franco ha, però, lanciato delle dure accuse nei confronti del padre di Maria: “Riguardo a certe presunte indiscrezioni trapelate giorni fa sulla stampa scandalistica, vorrei precisare che la povera Maria Ungureanu non si è mai confidata con nessuno riguardo alle violenze che subiva e che era suo padre Marius ad abusare di lei”.

Ha, pertanto, spiegato il suo parere: “Secondo le risultanze delle indagini, infatti, Maria fu abusata un’ultima volta, poche ore prima di morire, mentre si trovava in casa con entrambi i genitori. Inoltre, l’unico dato riferibile ad una violenza sessuale è lo sperma del padre repertato dai RIS, su una maglietta appartenente alla bambina e sulla copertina del suo lettino”.