diana harry

Era il 31 Agosto 1997 quando la Mercedes nera su cui viaggiava Lady Diana si schiantò contro il tredicesimo pilone del tunnel del Pont de l’Alma, in Francia. Un terribile e fatale incidente che pose fine alla vita dell’amatissima principessa del Galles, del compagno Dodi al Fayed e dell’autista Henri Paul. Sono trascorsi ormai quasi 20 anni da tale drammatico evento e ancora tanti sono i misteri irrisolti di quella notte. Per anni si è parlato di un complotto, di un piano messo a punto ad hoc dai servizi segreti britannici – con la complicità della Corona – per liberarsi di Diana, divenuta scomoda per la Royal Family.

Le indagini sulla vettura su cui viaggiava Lady D

Ufficialmente tuttavia la colpa è da attribuire ai fotografi che, ad alta velocità sulle loro motociclette, avrebbero distratto l’autista con i flash delle macchine fotografiche. Ma vent’anni sono tanti, come tante sono state le parti di verità emerse nei dossier e nelle inchieste che si sono di volta in volta susseguiti. L’ultimo in ordine di tempo è stato realizzato da tre giornalisti francesi, che hanno posto l’attenzione sul veicolo su cui viaggiava Diana, una Mercedes S280.

Quella vettura, secondo quanto emerso, non avrebbe infatti dovuto circolare. In principio si trattava infatti di un’auto rubata ed in procinto di rottamazione ma, recuperata, fu poi sistemata da uno sfasciacarrozze. Due anni più tardi fu poi acquistata da un’agenzia di noleggio che lavorava per l’Hotel Ritz, dove si trovava Diana poco prima di morire. Quella Mercedes non sarebbe mai stata un mezzo sicuro perché, come affermato da Karim Kazi autista dell’hotel, dava problemi in frenata ed era semplice perderne il controllo ad elevate velocità.

Le accuse del principe Harry

Adesso, in occasione del ventennale della morte di Lady D, Bbc One trasmetterà un documentario inedito proprio sugli ultimi giorni di vita della principessa. Si chiama “Diana, 7 Days” e consta di una serie di interviste che vedono la partecipazione anche di William ed Harry. Il secondogenito di Lady D e Carlo d’Inghilterra ha voluto porre l’accento sui paparazzi che quella sera inseguivano la vettura, denunciando la loro insistenza e mancanza di tatto. “Credo che una delle cose più difficili con cui dover fare i conti è che le persone che la inseguivano quella notte, sono le stesse che l’hanno fotografata mentre moriva sui sedili posteriori“, ha dichiarato nel documentario.

Io e William lo abbiamo sempre saputo – ha proseguito Harry – nostra madre aveva ferite gravi alla testa, ma non era morta. I giornalisti però invece di aiutarla hanno continuato a scattarle fotografie. Le stesse che sono finite sulle scrivanie dei giornali di questo Paese“.