silvio berlusconi

Silvio Berlusconi sta preparando il suo ritorno. Il leader di Forza Italia ha lanciato l’idea della doppia moneta, la lira per le transazioni domestiche e l’euro per quelle internazionali. La sua proposta è stata accolta con molto scetticismo, e lo spread è tornato a salire poco dopo l’annuncio. Quello stesso spread che provocò una crisi di governo e gli costò la guida del Parlamento nel 2011.

Silvio Berlusconi: rilanciare i consumi con la doppia moneta

La proposta di Silvio Berlusconi sembra più un modo per strizzare l’occhio al centro destra. L’ex Cavaliere cerca di compattare i ranghi, convincendo la Lega di Matteo Salvini e Fratelli d’Italia di Giorgia Meloni, decisamente euro-scettici, a collaborare.

L’obiettivo è presentare un unico fronte alle elezioni politiche del 2018.

Comunque sia, Berlusconi in una lettera aperta a Libero spiega la sua idea per rilanciare l’economia. “Tutti i Paesi più importanti dagli Stati Uniti alla Gran Bretagna, dalla Federazione Russa alla Cina e al Giappone hanno combattuto la crisi anche stampando moneta. È quello che dovremmo fare anche noi“, ragiona l’ex premier.

Torna la lira e rimane l’euro

La proposta di due monete (una nazionale per le transazioni domestiche ed una comune per le transazioni internazionali) si riferisce ad una situazione in pratica simile a quella che avevamo negli anni ’80 e ’90 con la lira e con l’Ecu“, chiarifica Berlusconi.

Una proposta che negli intenti vuole “rilanciare i consumi e la domanda che sono leve fondamentali per una crescita sostenibile e duratura del Paese“.

Le critiche

L’idea berlusconiana rende scettici non pochi economisti. Secondo diversi esperti la proposta è poco più di una sparata elettorale, resa impossibile dai Trattati europei e dalle ricadute sull’economia. Non a caso, dopo questa uscita si è riaffacciato lo spauracchio dello spread. Il rendimento fra titoli di Stato italiani, i Btp, e tedeschi, Bund, ha toccato il massimo delle ultime settimane.

Proprio in concomitanza con la pubblicazione della lettera di Berlusconi.

Anche la vecchia nemesi berlusconiana si è espressa sull’argomento. Romano Prodi, economista oltre che politico, ha dichiarato in merito a marzo: “Berlusconi si faccia curare“. Il Professore ha spiegato che questo tipo di soluzioni crea in realtà “strutture artificiali di mercato che servono solo alle speculazioni“. Senza contare che stampare moneta sarebbe impossibile, dato che solo la Banca Centrale Europea può farlo.