rimini stupro

Continuano a emergere dettagli raccapriccianti sul tremendo caso di stupro di gruppo consumatosi nella notte di venerdì scorso a Rimini. Mentre i due ragazzi coinvolti si trovano in spedale, dove sono stati ricoverati a causa delle lesioni e le fratture riportate, emerge una testimonianza chiave di chi li ha soccorsi.

Al contempo, purtroppo, ha fatto notizia l’affermazione di un ragazzo di una cooperativa emiliana, che ha scritto su Facebook che lo stupro sarebbe un atto che alle donne piace appena “la donna diventa calma”.

La soccorritrice: “Mai visti ragazzi in quelle condizioni”

A dare i primi soccorsi ai due ragazzi è stata una prostituta, che li ha visti arrivare dal bagnasciuga tremanti e in stato di choc.

Quando loro hanno cercato di chiederle aiuto, lei si è avvicinata ed ha capito cosa era successo. Ancora adesso, la donna è in stato di shock per quello che ha visto. In un primo momento, ha spiegato al Resto del Carlino, non ha capito che i due avessero bisogno di aiuto: “Barcollavano in maniera spaventosa e da lontano ho pensato che fossero così ubriachi da non riuscire a stare in piedi”.

Quando si è avvicinata è rimasta sconvolta dallo stato in cui si trovavano: “Erano spaventosi, i volti massacrati e gli occhi gonfi.

Piangevano entrambi, lei non riusciva nemmeno a parlare, aveva un’espressione terribile”. Ha aggiunto: “Lui aveva addosso soltanto gli slip, la ragazza invece indossava vestiti da uomo. Quando ho saputo quello che era successo, ho capito che lui le aveva dato i suoi abiti“. il ragazzo è riuscito a esprimersi in inglese, la ragazza non era in grado di parlare: pian piano sono riusciti a farsi capire, e sono stati portati in ospedale: ad aiutarli la donna, che ha chiamato la polizia e l’ambulanza.

Dopo aver prestato soccorso, la donna è tornata sul marciapiede, ma non riesce ad andare oltre il ricordo di quei due volti distrutti e la paura è aumentata: “Ieri sera sono tornata sul marciapiede, ma continuavo a guardarmi intorno, guardavo le facce.

E anche le mie colleghe. A un certo punto ho visto passare un gruppetto di cinque magrebini. Mi sono spaventata e li ho segnalati subito alla Polizia”.

Il post-scandalo: “Poi la donna diventa calma…”

Poco dopo la circolazione della notizia dello stupro, un post di Abid Jee, che pare collabori con Lai-Momo, la cooperativa che gestisce centinaia di migranti nell’emiliano, ha fatto scandalo. In un italiano non correttissimo, Jee scrive: “Lo stupro è un atto peggio ma solo all’inizio, una volta si entra il pisello poi la donna diventa calma e si gode come un rapporto sessuale”. Insomma. nel momento in cui c’è la penetrazione, anche alla donna uno stupro può piacere? questo pare il significato del post.

1503905387-1503901420915.jpg-turista-stuprata-spiaggia-mediatore-culturale-donne

Un’affermazione terribile, sia alla luce dei fatti di Rimini che decontestualizzata. subito dopo la diffusione del posto, la cooperativa Lai-Momo è intervenuta: “Qualora fosse un nostro dipendente è ovvio che noi riteniamo gravissime, assolutamente, le dichiarazioni che lui ha postato”. Per loro, non ci sono scuse: “Qualora fosse un nostro dipendente e domani verificassimo la corrispondenza eventuale con la cooperativa, prenderemo tutti i provvedimenti possibili. Se fosse davvero un nostro dipendente riterremmo incompatibile ogni forma di collaborazione”.

Il ragazzo, a quanto si legge su Facebook, avrebbe 24 anni, sarebbe di Crotone e studierebbe giurisprudenza a Bologna. Immediata la reazione al post di Lucia Borgognoni, consigliera comunale di Lega Nord: “È una frase di una gravità inaudita e il fatto che a questo ragazzo sembri normale scriverlo mi preoccupa e non poco, per questo farò segnalazione in questura”, dice la consigliera. “Un’altra utente mi ha detto di averlo subito segnalato agli amministratori di Facebook” aggiunge, e sulla cooperativa: “Se poi davvero lavorasse per la Cooperativa Lai-momo, auspico che venga allontanato immediatamente. Farò una serie di interrogazioni, sulla scelta e controllo dei mediatori culturali in città”.

Aggiornamento ore 16.49

La cooperativa Lai-Momo ha pubblicato un post sulla sua pagina Facebook, con il quale conferma  la collaborazione del giovane autore del post alla cooperativa. Nella dichiarazione, si aggiunge: “Ribadiamo la nostra ferma condanna delle affermazioni contenute in questo post, in quanto profondamente contrarie ai principi che sono alla base del nostro pensiero e del nostro modo di lavorare”. La cooperativa rassicura anche sul fatto che verranno presi provvedimenti: “Stiamo prendendo tutti i provvedimenti necessari e confidiamo di potervi aggiornare in merito al più presto”.

(Foto Migliorini)