Stupro di Rimini, la trans racconta l'incubo: "Usate almeno il preservativo"

Mentre gli agenti cercano i quattro uomini responsabili della violenza di Rimini e il mondo della politica utilizza lo stupro per dibattere di immigrazione, una delle vittime del branco, la prostituta transessuale ha raccontato quei terribili momenti.

Il racconto shock della violenza

Lei se li ricorda bene. Ha memorizzato i volti di quelle persone e sembra che abbia riconosciuto negli identikit forniti per lo stupro della coppia polacca gli stessi uomini che hanno abusato anche di lei. Secondo quanto raccontato da il Resto del Carlino,  avrebbe descritto così i primi momenti: “Mi hanno sorpreso alle spalle strappandomi la borsa. Poi mi hanno trascinato dall’altra parte della strada, e ho perso le scarpe tagliandomi i piedi sulla strada“.

La paura

Erano brutali, ma ho cercato di mantenere la calma“, avrebbe rivelato. Poi, poco prima della violenza, la paura delle malattie e la richiesta ai quattro: “Ho chiesto loro per favore di prendere almeno i preservativi che erano nella mia borsa, due l’hanno fatto, ma gli altri no“. Terminata la violenza, l’hanno derubata e continuato per la loro strada. Ora invece sono braccati dopo che le Forze dell’Ordine hanno intensificato la caccia all’uomo di questi ultimi giorni.

Quella notte di violenza a Rimini

Nella notte tra venerdì e sabato, i quattro ricercati hanno prima stuprato una donna polacca sulla spiaggia di Rimini, poi hanno aggredito il suo amico e infine vicino alla Statale hanno aggredito anche la donna.

Una coppia di Varese invece ha subito un’aggressione simile, senza però che si trasformasse in uno stupro. La coppia, lo scorso 12 agosto, era riuscita a fuggire dopo essere stata rapinata. Gli agenti stanno cercando di capire se ci siano state altre violenza nella stessa zona riconducibili allo stesso gruppo di uomini.

La coppia di Varese

La donna della coppia di Varese molestata il 12 agosto avrebbe raccontato ai Carabinieri: “Appena imboccata la strada che porta al mare, vicino alla discoteca, abbiamo notato due soggetti che ci seguivano in maniera sospetta.

Temendo che potessero farci del male, ci siamo divisi e io ho iniziato a correre prendendo le vie limitrofe mentre Alex mi seguiva a distanza. I due sono stati raggiunti da altre persone che provenivano dalla parte opposta. Uno di questi è venuto da me e io ho iniziato a gridare aiuto ma l’uomo, minacciandomi con una bottiglia di vetro, mi ha costretto contro un muro e ha iniziato a palpeggiarmi su tutto il corpo. Io continuavo a urlare e così lui ha smesso perché stavo attirando l’attenzione dei residenti“.

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