Veneto: rilevate radiazioni nell'aria

VENETO – Le rilevazioni giornaliere del particolato dell’aria (quello che permette di capire l’indice d’inquinamento), ha segnalato tra il 4 ed il 6 Ottobre, la presenza di radiazioni: in particolare dell’isotopo Ru-101. Questa particella radioattiva è stata segnalata  da altri laboratori del Nord Italia, ed anche da Svizzera ed Austria sul loro territorio.

Livello di radiazioni molto basso, continueranno i rilevamenti

L’Arpav, che si occupa della Protezione e della Prevenzione Ambientale, ha segnalato che, nei primi giorni della prossima settimana, saranno intensificate le rilevazioni per scongiurare aumenti del livello di radioattività derivante dalla particella Ru-101 (o Rutenio).

Attualmente nessun allarme è stato diramato a riguardo in quanto i livelli presenti nella zona tra Verona, Vicenza e Belluno, non sarebbero dannosi per la salute dei cittadini. Secondo gli esperti si tratterebbe di una “nube radioattiva” e, l’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale (ISPRA) e gli omologhi referenti europei, stanno cercando di identificare l’origine di questo fenomeno.

Arpa Lombardia tranquillizza i cittadini in merito al Rutenio 106

I livelli di rutenio – precisa in una nota Arpa Lombardia, pubblicata negli scorsi giorni proprio a riguardo della “nube radioattiva” – sono rimasti pressoché invariati in questi giorni, anche a causa della debole circolazione che non ha favorito il rimescolamento atmosferico.

Il netto afflusso di aria da nord-ovest atteso dalle prossime ore dovrebbe favorire un ricambio. Saranno poi le analisi dei prossimi giorni a dirci se le concentrazioni diminuiranno o si manterranno stabili. Si tratta sempre di tracce molto modeste, di nessun significato ambientale e sanitario”. Si spera in un cambio del tempo che riesca a “spazzare via” la nube radioattiva presente nelle zone del Nord Italia.

Nella nota viene anche precisato che, per essere dannoso per la salute umana, questo isotopo dovrebbe avere almeno 1000 volte il valore attuale, ma il Codacons chiede comunque, per sicurezza, di aprire un’indagine a riguardo.