Un'isola di plastica galleggia nel mare dei Caraibi

L’allarme rifiuti non fa più notizia. In un’era che, tristemente, prende il nome di Antropocene proprio per sottolineare la terribile entità del danno che gli esseri umani stanno infliggendo al pianeta, sembra che nessuno di noi riesca a prendere davvero sul serio il problema.

Un paradiso distrutto

Al largo della meravigliosa isola di Roatàn, gemma incastonata nell’incredibile Mar dei Caraibi, in Honduras, un’inquietante e immensa distesa di rifiuti plastici ha creato una manto compatto e pericoloso. In un paradiso che vanta la presenza di una barriera corallina seconda solo a quella australiana, la fotografa onduregna Caroline Power, durante una gita in barca con degli amici, si è trovata di fronte a questo indegno spettacolo e non ha potuto non documentarlo.

Forte anche del senso di appartenenza alla sua terra, ha lanciato un vero e proprio allarme, non privo di rabbia, sui social network. “THIS HAS TO STOP”, “QUESTO DEVE FINIRE”, queste le prime parole, tutte in lettere maiuscole, del post che dovrebbe finalmente farci aprire gli occhi. La distesa di plastica potrebbe essere arrivata dal vicino fiume Montagua, spinta dall’acqua nella stagione delle piogge.

8 milioni di tonnellate di plastica all’anno

Questo è l’ammontare di ciò che riversiamo nelle acque di tutto il mondo.

Di enormi distese di immondizia in mare ne conosciamo, purtroppo, già altre. Il cosiddetto Pacific Trash Vortex, il vortice di immondizia del Pacifico, fluttua in mare da anni ed è arrivato a coprire una superficie paragonabile a quella degli Stati Uniti d’America. Ma il mare dei Caraibi non era ancora stato interessato da un fenomeno tanto allarmante, finora.

690 specie marine a rischio di estinzione

Queste cifre drammatiche potrebbero persino salire, e noi stiamo partecipando attivamente alla tragedia. Come anche Caroline non manca di scrivere, il nostro stile di vita è determinante nel provocare questo genere di disastri ambientali. Tra le più a rischio ricordiamo le tartarughe marine, che muoiono troppo spesso soffocate da sacchetti di plastica scambiati per appetitose meduse.

La Blue Planet Society, un’organizzazione attiva da anni nella tutela dell’ambiente, ha dichiarato che le stime per il futuro prevedono la presenza in mare di 1 milione di tonnellate di plastica per ogni 3 milioni di pesci entro il 2025. Entro il 2050, negli oceani ci saranno più rifiuti che animali. Caroline Power non è l’unica a regalarci tristi scatti di cosa sta accadendo nei nostri oceani. Emblematica la foto del suo collega Justin Hoffman che ritrae un cavalluccio marino aggrappato ad un cotton fioc.