Catalogna: arrestati il vicepresidente e 7 ministri

Braccio di ferro continuo tra Madrid e la Catalogna. Ieri le porte del carcere si sono aperte di fronte al vicepresidente e 7 ministri che sono finiti in manette per ribellione, sedizione e malversazione di fondi pubbliciCarles Puigdemont e 4 ministri invece restano a Bruxelles e di fronte al giudice.

L’arresto

In manette sono finiti l’ex vicepresidente Oriol Junqueras, Jordi Turull, Josep Rull, Carles Mundò, Raul Romeva e Joaquim Forn, Meritxell Borras e Dolors Bassa. I ministri sono stati divisi tra il carcere Estremera di Madrid e la prigione di Alcalà, carcere femminile.

L’unico ex ministro per cui non è scattato l’arresto è Santi Villa, questi si era dimesso prima della dichiarazione di indipendenza catalana. Alla notizia dell’arresto moltissime manifestazioni pacifiche si sono spontaneamente formate nelle maggiori città catalane.

Puigdemont resta in Belgio

L’ex presidente catalano e 4 ministri però restano in Belgio. Il suo avvocato Paul Bekaert ha voluto chiarire la posizione di Puigdemont: “Il clima non è buono, è meglio prendere le distanze. Se lo chiedono, collaborerà con la giustizia dei due Paesi“. L’ex presidente e gli altri 4 ex ministri avevano chiesto ieri di poter partecipare alle udienze in videoconferenza, richiesta che non ha avuto riscontri.

 Per Puigdemont è così scattato il mandato di cattura europeo, mentre si alza così anche la tensione tra Belgio e Spagna.

Perquisizione nella sede dei Mossos

Da ormai un mese di sa che Josep Lluis Trapero, il capo dei Mossos d’Esquadra, la polizia catalana, rischia fino a 15 anni di carcere per il reato di sedizione. I Mossos sono tra i corpi di polizia più antichi d’Europa, e rispondono solo al ministro degli Interni catalano.

Trapero è ora accusato di sedizione per non aver fatto intervenire i suoi uomini durante le manifestazioni per l’indipendenza nei giorni prima del referendum per l’indipendenza del primo ottobre. Proprio per questo è considerato un eroe. Ieri la Guardia civile spagnola ha perquisito il commissariato centrale, gli agenti cercavano tracce delle comunicazioni interne tra i mossos proprio di quel 1 ottobre.