Divine Queer Film Festival, il festival che attraversa i confini a Torino

Ritorna con l'edizione 2017 il Divine Queer Film Festival (DQFF) che si terrà dal 10 al 12 novembre a Torino

Dal 10 al 12 novembre, a Torino cambia volto con una tre giorni di proiezioni sui temi di identità di genere, migrazione e disabilità al Via Baltea – Laboratori di Barriera, in via Baltea, 3 a Torino.

È online la programmazione sul sito ufficiale www.divinequeer.it: le pellicole avranno una provenienza ricca e varia: Italia, Belgio, Australia, India, Turchia, Germania, Canada, Irlanda, Nuova Zelanda, Francia, e Stati Uniti. Nel palinsesto sono previsti corti, medi e lungometraggi sia di finzione che documentaristici.

L’edizione è quest’anno interamente dedicato a Mario Mieli, attivista e teorico Queer in Italia.

Inoltre verrà proiettato tutte le sere il film Verba Volant dedicato a due giovani insegnanti in sciopero della fame da più di 200 giorni in Turchia.

Tre premi ai film in gara: un premio assegnato dal DQFF, uno assegnato da una giuria internazionale e uno assegnato dal pubblico. Tutti i premi sono stati realizzati dall’artista Roque Fucci.

Ci saranno, inoltre interventi di alcuni registi e ogni sera si potrà anche fare convivialità con aperitivi, spaghettate e musica, all’interno del Via Baltea.

Abbiamo intervistato gli organizzatori, nonché direttori artistici del festival:  Murat Cinar, giornalista di origini turche e Achille Schiavone, docente universitario di alimentazione animale.

Come e perché è nato il DQFF?

Achille: “DQFF è nato durante la prima transfreedom march di Torino nel 2014 e da uno scambio di ideee fra Veet Sandeh  (altra organizzatrice e maestra in discipline olistiche e facilitatrice di meditazione ndr) e me. Subito dopo abbiamo coinvolto Murat che ha accettato con gioia. Durante il marzo 2015 io e murat abbiamo accompagnato Sandeh ad Ankara: l’incontro entusiasmante con le attiviste Queer e la disponibilità offertaci a sostenerci e aiutarci da parte del Kuir Fest (festival di cinema Queer di Ankara) ci hanno dato la spinta a partire. Ricordiamo anche la presenza Roque Fucci che, oltre a essere con noi in Turchia, sin dalla prima edizione produce dei premi ad hoc in ceramica esclusivamente per il DQFF.”

Spiegatemi vuol dire Queer e cosa vuol dire per voi che avete dedicato al Queer un festival

Achille:Esistono decine di filosof* Queer che si confrontano per cercare di definire questo concetto. Noi diamo la nostra lettura personale: Queer è tutto ciò che attraversa i confini: geografici, di genere, fisici. Per noi Queer vuol dire contaminazione, riconoscimento reciproco, autodeterminazione. Il tema dell’attraversamento è fondamentale”

 Murat: “Potrei dire che la visione Queer è anche essere sempre in transizione e fluid* con l’obiettivo di superare le barriere mentali, i pregiudizi e gli stereotipi.”

Raccontatemi un po’ come avete scelto i film in concorso

Achille: “Abbiamo scelto film che narrano storie di persone trans, diversabili e migranti: la particolarità è che le storie hanno in comune un risvolto positivo o di reazione ad una situazione di oppressione, anche quando il finale è drammatico, vi è un elemento di trasformazione importante nelle vicende, è questo per noi è stato fondamentale.”

Perché avete deciso di dedicare il festival a Mario Mieli?

Achille: “Mario Mieli è stato un* grande attivista Queer, in un’epoca storica in cui il concetto di Queer in Italia non era ancora praticato. Ha saputo superare frontiere interne, di valori e di rigidi schemi sociali. La sua opera “Elementi di Critica omossessuale” è attuale e rivoluzionaria e nel 2017 compie 40 anni dalla sua pubblicazione.”

Cosa diresti per invitare anche il pubblico meno Queer che esista?

Achille: “Il DQFF offre quest’anno grandi opportunità di scambio fra attori/attrici, registi/e e pubblico. La dimensione accogliente di via Baltea (dove è possibile intrattenersi nell’area di ristoro e per la festa) offre la possibilità di scambi diretti. I lavori che verranno proiettati sono in due parole favolosi e appassionanti.”

Murat: “E poi le proiezioni sono gratuite e libere, sottotitolate in Italiano. Sarà anche presente un* interprete di lingua Lis, il luogo è privo di barriere architettoniche e quindi adatto a tutti!”