scultura Ötscher

Dopo essere giunta alla cima della montagna austriaca Ötscher, Marika Roth,  scalatrice-fotografa tedesca, si è ritrovata di fronte a una scultura erotica: un fallo di legno in erezione alto circa un metro e ora considerato la mascotte della vetta. La notizia è diventata ormai virale da qualche giorno grazie alle foto postate sui social dalla Roth, la quale tutta divertita e felice della scoperta ha condiviso una serie di immagini sulla sua pagina Facebook, “Marika’s Berg-und Naturerlebnisse”, che raffigurano l’opera in tutti i suoi accurati dettagli.

Chi è l’artista?

La scultura si trova in cima alla vetta Ötscher, una montagna appartenente alle Alpi dell’Ybbstal, collocata nelle Alpi della bassa Austria.

Rimane purtroppo ancora ignoto l’artista dell’opera, il quale non ha rilasciato nessuna informazione riguardo a stesso, se non una piccola incisione sulla base della scultura con la scritta: “#ötscherpenis“. Tutti sono nell’attesa che lo scultore si faccia vivo e secondo quanto rilasciato da quotidiano tedesco Bild, il proprietario di uno degli impianti locali, che non è arrabbiato per questo gesto insolito, ha già promesso all’artista misterioso di regalargli un abbonamento stagionale per complimentarsi per la sua originalità. Un’ultima domanda che tutti si pongono è: come ha fatto la scultura, inoltre, ad arrivare fino in cima senza che nessuno se ne sia accorto?

Cosa simboleggia l’opera? Il simbolismo fallico

Molte sono le domande riguardo a questo fatto. Cosa dovrebbe realmente simboleggiare questa figura? Una delle ipotesi può essere associata al fatto che nei secoli la figura fallica ha sempre rappresentato la Fertilità. Questo potrebbe essere il pretesto usato dallo scultore misterioso per associare all’Ötscher l’aggettivo di “montagna fertile e vergine” e quindi come un luogo ancora da scoprire da parte di scalatori e amanti della montagna. Questa potrebbe essere una delle tante ipotesi che nei giorni sono sorte da parte di molti, ma tutti sono ancora in attesa di risposte certe.

Di sicuro, per ora, questa scultura rimane a tutti gli effetti la mascotte della montagna.