violenza roma

Un’altra storia di violenza sulle donne, fortunatamente interrotta prima che potesse sfociare in tragedia. Una relazione appena iniziata si è trasformata in un incubo per una giovane studentessa di 24 anni, che dopo l’ennesimo abuso ha trovato la forza di denunciare il compagno e di fare arrestare l’uomo.

Una storia che si è subito trasformata in incubo

D., nome di fantasia, è una ragazza di appena 24 anni che studia, abita da sola e per mantenersi lavora. I.M.V. ha invece 35 anni ed è di Castelgandolfo: per vivere fa il cameriere. La storia inizia come qualsiasi altra storia d’amore, si conoscono, si piacciono e decidono di stare assieme.

Ma al primo diverbio I.M.V. fa un gesto che la ragazza non si sarebbe mai aspettata: la colpisce, lei urta contro un tavolo e si ferisce alla gamba. E questo episodio di violenza sarà solo il primo di una serie che purtroppo vedrà D. soccombere alle violenze dell’uomo. Quando I.M.V. non vive a Roma da D. torna ad Albano Laziale ed è proprio da qui che l’uomo continua a intimorire la fidanzata con una serie minacce: “Ti ammazzo“; “Putt**a“; “Non ti faccio più vivere“, le scriveva.

L’aggressione e la chiamata di soccorso

Il 23 Ottobre scorso I.M.V.

 torna a trovare D. a Roma: questa volta le angherie dell’uomo sono ancora peggio delle precedenti. Il 35enne è così violento da riempire D. di lividi e da strapparle una ciocca di capelli compreso il cuoio capelluto. Nonostante la paura, il sangue e il dolore D. riesce a chiamare il commissariato del Viminale. “Aiutatemi, il mio ragazzo mi ha picchiata. Ho paura che mi uccida, racconta la giovane durante la telefonata.

Quando gli agenti sono intervenuti, hanno trovato D. nell’androne del palazzo in cui vive: nonostante lo shock, la ragazza è riuscita subito a fornire una descrizione dettagliata dell’uomo.

Subito dopo la 24enne è stata ricoverata in un ospedale romano con ferite lacero-contuse che hanno richiesto diversi giorni di prognosi.

L’uomo aveva precedenti per violenze

Gli agenti diretti dalla dirigente della Polizia romana Giovanna Petrocca si sono subito messi al lavoro per ispezionare l’appartamento dove è avvenuta la violenza: qui hanno trovato ogni prova riconducibile all’abuso, compresa la ciocca di capelli. I.M.V. nonostante la denuncia della fidanzata è stato inizialmente lasciato a piede libero dalla procura di Velletri. Il commissariato del Viminale però ha successivamente deciso di non chiudere il caso e di raccogliere ulteriori prove, portate poi all’attenzione del procuratore aggiunto Maria Montenapoleone, peraltro a capo del pool specializzato in questo tipo di reati.

La fedina penale dell’uomo non è pulita, infatti I.M.V. ha precedenti penali ed un passato già da aggressore nei confronti della sua ex e della sua famiglia. Così mercoledì scorso I.M.V. viene finalmente arrestato. Le accuse per l’uomo sono di stalking e maltrattamenti in famiglia, con l’aggravante dei futili motivi e dell’aver infierito su una persona che non poteva difendersi a dovere.