lettera decifrata Auschwitz

Marcel Nadjari è un ebreo greco arrestato ad Atene, poi rinchiuso nell’aprile del 1944 nel campo di sterminio di Auschwitz e marchiato con il numero di prigioniero 182.669. Due anni prima anche i suoi genitori e la sorella minore, Nelli, erano stati deportati e poi uccisi. Al suo arrivo al campo, Marcel viene assegnato al Sonderkommando, un gruppo di deportati incaricati di collaborare con le SS nelle operazioni che ruotavano intorno al funzionamento delle camere a gas. Ad esempio, era proprio loro compito accompagnare gli altri ebrei rinchiusi nei campi di sterminio alle camere a gas e, successivamente, spostare i loro corpi.

Dopo 70 anni, gli scritti di Marcel Nadjari diventano finalmente leggibili.

Ho detto loro la verità

I membri del Sonderkommando avevano, fra gli altri compiti, quello di dare false rassicurazioni a coloro che erano costretti ad accompagnare alle camere a gas. Infatti, era loro severamente proibito svelare quello che da lì a poco sarebbe accaduto a quei prigionieri, la punizione per chi infrangeva questa regola era la morte. Nonostante questo, quando alcuni degli uomini che Marcel era costretto ad accompagnare alle camere a gas volevano sapere, gli facevano domande, lui rivelava loro cosa l’aspettava: “Alle persone il cui destino era segnato ho detto la verità“.

Auschwitz

La ferrovia di Auschwitz-Birkenau

La sua testimonianza

All’interno del Sonderkommando, Nadjari vede in prima persona cosa accade veramente ad Auschwitz e decide di raccontarlo. Si procura carta e penna e inizia a raccontare ciò a cui sta assistendo sotto forma di lettere, 13 fogli che rinchiude in una bottiglia, nasconde e affida alla sorte, non confidando mai a nessuno dei suoi scritti.

In realtà, Nadjari sopravvive, grazie all’arrivo dell’Armata Rossa. Infatti, i nazisti, presi dal panico, iniziano a trasferire i prigionieri e tra questi vi è anche Marcel, che viene spostato in un altro campo austriaco dove verrà, all’inizio del maggio 1945, liberato dagli americani.

Terminata la guerra, nel 1951, si rifugia negli Stati Uniti, a New York, dove si costruisce una famiglia e prosegue la sua vita lavorando come sarto. Muore nel 1971, a 54 anni.

Marcel Nadjari lettere

Parte delle lettere di Marcel Nadjari

Lettere decifrate dopo 70 anni

Nel 1980, dopo 36 anni dal momento in cui erano stati nascosti, durante uno scavo, uno studente polacco ritrova gli scritti di Marcel ormai resi praticamente illeggibili dal trascorrere del tempo. Solo oggi, grazie alle nuove possibilità tecnologiche, in particolare alle tecniche di analisi multispettrale, lo storico russo Pavel Polian, soprannominato “riparatore del mondo”, è stato in grado di ricostruire i documenti, il 90% degli scritti è stato reso nuovamente leggibile. Lo storico li ha consegnati alla figlia di Nadjari. La testimonianza è stata letta anche nella sinagoga di Salonicco, città natale della sua famiglia.

Quella che emerge dagli scritti è una testimonianza cruda, l’esperienza di un uomo che ha visto la morte di fronte ai suoi occhi, un uomo che fatica a trovare le parole per descrivere ciò che ha vissuto: “Ogni volta che uccidono, mi chiedo se Dio esiste… Come potrei temere la morte dopo tutto quello che ho visto qui? Ciò che ho vissuto è impossibile da descrivere. Ho visto passare sotto i miei occhi circa 600mila ebrei ungheresi, francesi e 80mila polacchi di Litzmannstadt“.