max laudadio e papa francesco

Massimiliano Laudadio, per tutti Max, 46 anni, è un volto noto della televisione italiana e dal 2003 è inviato di Striscia la notizia.

L’inviato del tg satirico ha recentemente rilasciato un’intervista a Spy in cui ha raccontato le “Dio-incidenze”, come le chiama lui, che lo hanno riavvicinato alla fede.

Max è sempre stato un uomo di successo, non gli è mai mancato niente e lo dice lui stesso nell’intervista: “Avevo tutto: i soldi, il successo, una moglie, una figlia, degli ottimi collaboratori”. Però, per lungo tempo, qualcosa non andava: “Ma non mi sentivo felice. La mia felicità si basava sui successi lavorativi, ma si alternava alla depressione delle giornate storte”.

Certamente Max Laudadio non si poteva definire un uomo di fede e anzi, in cuor suo, ammette di avere avuto, per molti anni, un’opinione negativa nei confronti della Chiesa: “Prima ero un bestemmiatore incallito, per cadenza, come tanti toscani. Non capivo dove potesse essere questo Dio che pregavano tutti. Io associavo la chiesa ai preti pedofili. Prendevo in considerazione solo il negativo”.

La svolta

Poi, arriva la svolta: è la sera del 13 marzo 2014. Incuriosito forse più che interessato, Max segue in TV l’elezione del nuovo Papa, del quale non era ancora stato annunciato il nome.

Ad un tratto si rivolge alla moglie Loredana e le dice: “Si chiamerà Francesco”. Quel nome non era mai stato scelto in precedenza e la moglie gli risponde: “È impossibile”. Eppure, così è stato e per Max “quella è stata la prima delle Dio-incidenze nella mia vita: chiamo così quei fatti della vita che ci paiono casuali, ma che sono invece segni della Provvidenza. Quando il papa si è affacciato alla finestra di Piazza San Pietro con quel nome ho avuto un brivido lungo la schiena”.

La seconda “Dio-incidenza” arriva grazie alla figlia Bianca. Infatti, Max, tempo dopo, rientra in chiesa dopo molto tempo per la cresima della figlia e durante la funzione si sente vicino a Dio: “Quando sono rientrato in chiesa per la cresima di mia figlia ho sentito una botta enorme: Dio era lì”.

A quel punto Max inizia a sentire il bisogno di riavvicinarsi alla fede e conosce don Silvano: “Un parroco ottantenne che mi ha fatto capire come si possa applicare il Vangelo alla vita normale”.

Laudadio, a quel punto, riscopre la fede: sceglie di farsi tatuare sul braccio tre insegnamenti di don Bosco e torna a pregare dopo molto tempo: “Oggi prego tutti i giorni in maniera regolare, questo mi permette di rimanere sulla giusta strada, ma non sono un fanatico”.

Missione Possibile

max laudadio missione possibile

Max Laudadio durante le riprese di “Missione Possibile”. Fonte immagine: TV2000

Il riavvicinamento alla Chiesa di Laudadio avviene anche nella sfera professionale: infatti, dal 1 ottobre, l’inviato di Striscia ha iniziato a condurre Missione Possibile, un programma trasmesso da TV2000, rete controllata dalla Conferenza Episcopale Italiana. Il programma si struttura in 6 puntate in cui vengono raccontate realtà difficili e storie di missionari in tutto il mondo.

Max Laudadio racconta di aver scelto questa strada per fare del bene e non solo per ambizione professionale: “Il mio obiettivo è fare una televisione utile agli altri. Sono andato in giro per il mondo alla ricerca di storie vivendole in prima persona da volontario non da giornalista”. Infatti, il motto del programma è: “Storie di bene che parlano ai credenti e non credenti“.

Per il 24 dicembre Max ha preparato una puntata speciale: “Il 24 dicembre andrà in onda una puntata speciale in cui ho riunito persone comuni, ergastolani e immigrati in un coro polifonico che si esibirà l’8 dicembre in piazza Duomo. La canzone l’ho scritta io con mia moglie, e neanche a dirlo, parla della nascita di Gesù”.