Maurizio Tramonte: l'attentatore della strage di Brescia verrà rimpatriato in Italia

Dopo essere stato catturato lo scorso giugno in Portogallo, Maurizio Tramonte, condannato in via definitiva all’ergastolo per essere stato responsabile dell’attentato di Piazza della Loggia a Brescia, verrà rimpatriato a breve in Italia.

La bomba uccise 8 persone

Il 1974 è un periodo molto difficile per l’Italia che sta vivendo anni duri, quelli che tutti oggi conoscono come gli “anni di piombo“. È proprio in questo clima di paura e tensione, tra disordini e lotte politiche, che il 28 maggio a Brescia viene fatto un attentato considerato tra i più gravi di quel periodo.

Sono le 10:02 quando, durante una manifestazione organizzata dai sindacati e dal Comitato antifascista, una bomba nascosta all’interno di un cestino per i rifiuti esplode improvvisamente in Piazza della Loggia. Furono 8 le persone che morirono a seguito dell’esplosivo, mentre altri 102 uomini e donne vennero gravemente feriti.

I responsabili dell’attentato

Dopo anni di indagini le forze dell’ordine riuscirono finalmente a scoprire il responsabile del terribile attentato di Piazza della Loggia: Maurizio Tramonte. Reclutato il 3 ottobre 1973 dal centro servizi segreti di Padova, Tramonte si rivelò un abile doppiogiochista: da un lato Confidente dello Stato, dall’altro pianificatore di un attentato terroristico insieme a Carlo Maria Maggi, ex ispettore veneto di Ordine Nuovo.

 Attualmente 65enne e consulente immobiliare a Brescia, Tramonte era riuscito ad uscire dall’Italia e raggiungere il Portogallo prima che, a giugno di quest’anno, la Cassazione lo condannasse in via definitiva all’ergastolo.

Finalmente verrà fatta giustizia

Non ci volle molto prima che la polizia del posto lo trovasse: Tramonte venne infatti catturato a Fatima dalle forze dell’ordine portoghesi. L’ex terrorista verrà rimpatriato in Italia questa settimana, dopo che la Corte Suprema del Portogallo respinse il suo ricorso.

A confermare questa notizia è stato recentemente il ministro della Giustizia Andrea Orlando che ha affermato: “Abbiamo lavorato con tenacia e discrezione per raggiungere l’obiettivo di assicurare alla giustizia Tramonte. Con questo passo, in ritardo e purtroppo soltanto parzialmente, rispondiamo alla domanda di giustizia dei famigliari delle vittime di quell’orribile atto criminale. È un impegno che avevamo e sono felice che siamo riusciti a mantenerlo. Un impegno che è stato rispettato anche grazie alla cooperazione delle autorità portoghesi che voglio ringraziare”

Tramonte con le forze dell'ordine portoghesi

Tramonte con le forze dell’ordine portoghesi