Mamma manda le foto hard della figlia di 7 anni all'amante: l'uomo finisce in manette

Brindisi – L’uomo e la donna non si sarebbero mai visti, ma avrebbero maturato un intimo rapporto sul web, tanto che lei, stando alle indagini, gli avrebbe inviato foto hard e video della figlia di 7 anni ritratta in posizioni pornografiche. La terribile vicenda non è passata inosservata e l’uomo è stato arrestato.

I precedenti e l’inizio delle indagini

La casa dell’uomo, ispettore Inail di Brindisi, sarebbe già stata messa sotto sequestro e perquisita l’estate scorsa, mentre la mittente del video hard, residente a Foligno, era stata arrestata per violenza sessuale aggravata nel giugno scorso. Nonostante i precedenti con la giustizia, i problemi per i due soggetti non sono cessati.

Le prime a venire a conoscenza dell’invio di materiale hard sarebbero state delle cartomanti di un call center che dopo aver scoperto alcuni dettagli proprio dalla donna responsabile dell’invio dei file, avrebbero contattato la Polizia.

Le indagini e poi l’arresto

Dopo aver sequestrato ed esaminato i computer, l’uomo è stato arrestato con l’accusa di pedopornografia e concorso in violenza sessuale in esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare. Sembra che l’uomo abbia ricevuto i file dalla donna e li abbia poi salvati sul suo cellulare. Alla madre della bambina avrebbe anche fatto alcune richieste sulle pose della piccola di appena 7 anni.

La pedopornografia

La pedopornografia è sempre più spesso argomento di cronaca, nonostante le tante campagne di sensibilizzazione del problema, frequentemente avvengono casi di questo tipo. Le vicende smuovono l’opinione pubblica che vorrebbe pene più severe per chi commette reati di abuso minorile. In Italia, la norma considera pedopornografico ogni materiale che ritrae o rappresenta visivamente un minore implicato o coinvolto in una condotta sessualmente esplicita, pertanto anche il corpo nudo di un bambino. Inoltre è oggetto di reato non solo la diffusione di materiale, ma anche il possesso ed è prevista come pena accessoria l‘interdizione a vita dall’attività nelle scuole e nelle strutture che possono essere frequentate da minori.