Nuovo contratto per i dipendenti statali: molte le novità

Dopo una lunga trattativa tra Aran e i sindacati si è giunti, lo scorso 23 dicembre, ad un’intesa valida per il triennio 2016-2018

Il primo contratto di lavoro relativo al settore pubblico, rinnovato dopo ben 8 anni di blocco della contrattazione nazionale, ora è realtà. Lo ha reso noto con un comunicato lo scorso 23 dicembre l’ “Agenzia per la Rappresentanza Negoziale delle Pubbliche Amministrazioni” (ARAN), la quale, dopo una lunga ed estenuante trattativa con i sindacati, è riuscita a trovare un’intesa valida per il triennio 2016-2018. Tante le novità presenti, alcune assolutamente necessarie per garantire i giusti diritti agli oltre 240 mila lavoratori che operano nel settore pubblico. Vediamo qui di seguito le più salienti.

Aumenti, bonus ed arretrati

È previsto un aumento di 85 euro medi lordi al mese, finanziato dalla Legge di bilancio. Un altro bonus pari a 31 euro lordi al mese in media verrà riconosciuto a partire da marzo 2018 come ulteriore aumento in busta paga. Gli arretrati saranno riconosciuti con una cifra che va da un minimo di 370 euro per i redditi più bassi a un massimo di 754 euro. Un ulteriore passo in avanti è stato fatto nella lotta all’assenteismo: saranno disposte misure volte a disincentivare l’elevato tasso di assenti, problema che da anni attanaglia la categoria dei dipendenti pubblici: verranno rilevati dei dati e, nel caso siano rilevate assenze medie che presentino dati anomali o non motivabili scostamenti rispetto ad un range di settore pubblicato a livello nazionale, saranno proposte misure volte a conseguire obiettivi di miglioramento.

Ferie solidali ed agevolazioni per vittime di abusi

Particolare attenzione è stata riservata a coloro i quali siano vittime o colpevoli di abusi sessuali sul posto di lavoro: è stato disposto il licenziamento del dipendente pubblico che, recidivamente, compie abusi o molestie a sfondo sessuale. Invece, le dipendenti pubbliche vittime di abusi ed inserite nei percorsi di protezione, avranno diritto ad un periodo massimo di 3 mesi (90 giorni) di congedo fruibile nell’arco di 3 anni ed è loro diritto presentare domande di trasferimento ad altre amministrazioni pubbliche. Altra novità interessante è la cosiddetta “banca delle ore”, la quale consente una maggiore flessibilità nell’organizzazione delle ore di lavoro o straordinario per ciascun lavoratore. Inoltre, su base volontaria e a titolo gratuito, il dipendente può cedere del tutto o in parte ad altro dipendente, le giornate di ferie eccedenti alle quattro settimane annuali. Ovviamente, chi riceverà queste ferie, deve avere esigenza di prestare assistenza ai figli minori che necessitino di cure costanti per particolari condizioni di salute.