ladro

Subire un furto non è mai piacevole soprattutto per lo spavento che si prova in queste situazioni e per il legame affettivo che a volte si prova nei confronti degli oggetti di cui veniamo rubati. Avere giustizia in questi casi può essere quindi una piccola consolazione. Lo pensava anche una donna che però si è trovata a fare i conti con una sentenza della Corte di Cassazione di Bergamo che fa notizia: la Cassazione ha recentemente emesso una sentenza in cui è stata concessa l’eliminazione dell’aggravante perché la vittima dello scippo è stata ritenuta distratta durante l’azione criminale.

Oltre il danno la beffa

Una signora bergamasca era stata vittima qualche tempo fa del furto del portamonete mentre si trovava al supermercato. Le guardie presenti in negozio avevano però sorpreso l’autrice del fatto, e questa aveva così restituito l’oggetto. La donna non ha comunque esitato a sporgere querela e questo ha portato il ladro a subire un processo.

Sia in primo sia in secondo grado il Tribunale di Bergamo ha riconosciuto che l’azione fosse avvenuta con destrezza. La sentenza parlava chiaro: si sottolinea infatti che “la condotta è caratterizzata da una particolare accortezza e velocità, in quanto l’imputato ha approfittato della distrazione della persona offesa e del posizionamento del portafogli nel carrello“.

La Cassazione, a sorpresa, ha però ribaltato tutto. I giudici hanno infatti eliminato l’aggravante perché l’azione è avvenuta mentre la vittima era distratta. Lo sconto, nella storia raccontata dal Corriere, è quindi possibile.

La sede della Cassazione a Roma (Foto: getty Images)

La sede della Cassazione a Roma (Foto: getty Images)

Una sentenza destinata a fare discutere

La teoria portata avanti dall’avvocato della difesa, che richiedeva l’annullamento delle aggravanti, è stata quindi accettata.

Il legale Sonia Bova ha infatti sostenuto che il ladro ha approfittato di un’occasione propizia, dettata proprio dalla distrazione della vittima. Si tratta di “una condotta ordinaria priva di connotati di rimarchevole efficienza aggressiva che caratterizzano l’aggravante“.

La decisione della Suprema Corte dovrà quindi essere necessariamente presa in considerazione anche in futuro: “La circostanza aggravante della destrezza sussiste qualora l’agente abbia posto in essere, prima o durante l’impossessamento del bene altrui, una condotta caratterizzata da particolare abilità, astuzia o avvedutezza ed idonea a sorprendere, attenuare o eludere la sorveglianza del detentore sulla res – si legge nel verdetto -.

Non basta che si limiti ad approfittare di situazioni, non provocate, di disattenzione o di momentaneo allontanamento“.