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Continua a far notizia la polemica sulla possibile scarcerazione di Marcello Dell’Utri, senatore di Forza Italia da tempo malato di cancro e detenuto, che aveva chiesto tempo fa di essere rilasciato per essere assistito adeguatamente in ospedale. Dell’Utri continua a non curarsi, per la preoccupazione di amici e colleghi che si sono immediatamente mobilitati per ottenere giustizia. Oggi, è nuovamente la moglie del senatore a denunciare le precarie condizioni di salute del marito, alzando la voce dopo l’ennesimo rinvio per l’eventuale approvazione della scarcerazione.

La moglie di Dell’Utri: “Vendetta ingiustificata”

Dopo che la Procura di Caltanissetta aveva chiesto la sospensione della pena lo scorso 22 dicembre e prima che la Corte d’Appello del capoluogo siciliano potesse esprimersi a riguardo, è arrivato l’ennesimo stop alla possibile scarcerazione di Dell’Utri da parte della Procura di Palermo, che ha rinviato la decisione al prossimo 8 marzo.

Tempistiche delicate per un detenuto con un cancro alla prostata. Perciò non nasconde la rabbia Miranda Ratti, moglie di Marcello Dell’Utri, malato ormai da mesi e che non sta curandosi in maniera consona alle sue condizioni di salute proprio perché detenuto a Rebibbia.

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Miranda Ratti, moglie di Dell’Utri.
Credits: Repubblica

Intervistata dal quotidiano Il Tempo, la Ratti parla di “vendetta ingiustificata” nei confronti del marito.

“Sono esausta, queste cose sono vergognose”, ha confessato. “Non capisco se è pura cattiveria per far marcire in carcere una persona, se è una vendetta ingiustificata nei confronti di un uomo mite come mio marito, o se addirittura sono giochi di potere fra procure. In ogni caso, è davvero uno schifo”. Sulla salute del marito, la donna non usa mezzi termini: “Sta male. Sono più di sei mesi che gli è stato diagnosticato il tumore e non ha ancora fatto nulla per curarsi. Nulla“, denuncia. “La settimana scorsa, nello stesso reparto infermeria dove è lui, è morto un detenuto, ma nessuno ne ha parlato.

Ecco qual è la realtà”.

Il cavillo che ha fatto slittare la decisione sulla scarcerazione

Secondo la Ratti, tenere Dell’Utri in carcere sottintende la volontà di farlo morire dietro le sbarre. “Vogliono farlo morire in carcere. E la cosa agghiacciante è che non c’è una persona che si assuma la giusta responsabilità. Continuano a rimbalzarsi la palla da un rinvio all’altro, da una sezione di tribunale all’altra, dal tribunal al Dap, dal Dap alla revisione, da Caltanissetta a Palermo, e via dicendo“.

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Dell’Utri e la moglie insieme
Credits: Libero

La Procura di Palermo, motivando la decisione presa riguardo la scarcerazione del senatore di Forza Italia, ha parlato di un conflitto tra l’istanza di revisione del processo al detenuto – per cui Caltanissetta aveva chiesto la sospensione della pena – e l’incidente di esecuzione portato dagli avvocati difensori di Dell’Utri alla Procura palermitana, rifacendosi al verdetto della Corte Europea dei diritti umani di Strasburgo sul precedente di Bruno Contrada. Visto il conflitto, la Procura dovrà ora attendere che la Cassazione si esprima riguardo gli atti già inviati: in soldoni, si dovrà stabilire chi dovrà eventualmente disporre la scarcerazione tra la Corte d’Appello di Palermo e quella di Caltanissetta.

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