Muore a 12 anni per un intervento al femore: una dottoressa poteva salvarla?

Zaray viene portata in ospedale con una frattura al femore. Viene operata il 19 settembre per ridurre la frattura al femore, ma da quell’intervento la piccola non si sveglierà più. Sono mesi che il padre di Zaya cerca di sapere cosa è successo all’ospedale pediatrico Giovanni XXIII di Bari e se il farmaco che poteva salvare la figlia le è stato somministrato. Oggi alcune dichiarazioni di una studentessa rimettono tutto in discussione.

Il caso

Doveva essere una semplice operazione di riduzione di una frattura al femore e per la famiglia di Massimo si è velocemente trasformata in una tragedia. Zaray da quell’operazione non si è svegliata a causa si una ipertermia maligna, un’infiammazione rara scatenata dai gas dell’anestesia.

Mia figlia Zaray è morta cento giorni fa e io non ho capito perché, ma soprattutto non ho capito se poteva essere salvata“. L’ipertermia maligna non è normalmente una condizione letale se viene diagnosticata in tempo, basta un farmaco, il Dantrium, e missione del padre di Zaray era riuscire a capire se questo le era stato somministrato o no.

Il farmaco che le avrebbe potuto salvare la vita

Massimo Coratella per saperne di più, come racconta il Corriere, ha chiesto di poter vedere i registri della farmacia, che gli sono sì stati resi disponibili dopo giorni, ma incomprensibili.

Nella cartella clinica della giovane, il Dantrium c’è, ma comparirebbe solo in rianimazione, quando ormai per la somministrazione era tardi. Adesso le parole di una studentessa gettano una nuova luce sul caso.

Muore a 12 anni per un intervento al femore: una dottoressa poteva salvarla?

Foto: Corriere del Mezzogiorno

La studentessa che aveva capito

Nella relazione della commissione di inchiesta spunterebbe, seconda quando riporta il Corriere, alcune dichiarazioni di una specializzanda che in sala operatoria si sarebbe accorta, toccando la testa della giovane che la temperatura si stava alzando. A quel punto avrebbe ipotizzato la necessità di usare il farmaco: “Mi è stato risposto che il dantrolene non c’era e me ne sono meravigliata“.

E ancora: “Mi sono spostata con il caposala nella stanza dei farmaci adiacente dove mi mostrava che il dantrolene non c’era e mi disse che da quando le precedenti confezioni erano scadute le scorte non erano state ripristinate“. Se così fosse, allora alla piccola Zaray il farmaco non sarebbe mai stato somministrato. La studentessa avrebbe chiesto anche un termometro, risultato non funzionante: “Mi viene detto di uscire dalla sala esonerandomi dalla mia attività“.

Dalla cartella continua comunque a risultare somministrato, quel farmaco che le avrebbe forse potuto salvare la vita, ma a questo punto non si sa se le sia stato somministrato un farmaco ormai scaduto. Dalla relazione dei commissari, infatti, emergerebbe che l’ultimo dantrolene arrivato in sala operatoria scadeva nel giugno 2017. Cosa è successo in quella sala operatoria?