Una nuova, enorme polemica è sorta sulla pagina Facebook di Selvaggia Lucarelli: stavolta nel mirino ci sono la conduttrice Michelle Hunziker e l’avvocato Giulia Bongiorno, neo candidata al fianco di Matteo Salvini e di Lega Nord per le prossime elezioni. L’accusa riguarda Doppia Difesa, l’associazione fondata da Hunziker e Bongiorno e che si prefigge lo scopo di aiutare coloro che sono state/i vittime di violenza e che necessitano di aiuto per uscire da  situazioni fisicamente e psicologicamente imprigionanti.

Selvaggia Lucarelli ha pubblicato con Il Fatto Quotidiano un articolo nel quale racconta di come le fosse stato riferito come il centralino dell’associazione suonerebbe a vuoto, e nessuna chiamata riceverebbe una risposta: Selvaggia Lucarelli racconta di aver provato lei stessa a chiamare più volte in vari momenti della giornata, ma senza alcun risultato.

Ha riportato il fatto che in molti hanno scritto commenti negativi sulla pagina Facebook dell’associazione, accusando Doppia Difesa di non aiutare veramente le donne e di non dare loro risposte concrete.

doppia con hunziker bongiorno

Un manifesto con Bongiorno e Hunziker

La blogger ha anche riferito di aver parlato con un avvocato che collabora con l’associazione: “Ho chiamato un avvocato che lavora per l’associazione, le ho chiesto se avesse fornito assistenza legale a qualche donna passata attraverso Doppia Difesa nell’ultimo anno, mi ha risposto ‘Non posso parlare dell’attività dell’associazione senza consultare la Bongiorno.

Comunque tra qualche ora le invierò dei dati’. Mai pervenuti“.

Nel giro di mezza giornata, non solo sono fioccati centinaia di commenti sotto il post di selvaggia Lucarelli, ma in molti sono andati a dare recensione negativa alla pagina Facebook di Doppia Difesa, accusando le due fondatrici di strumentalizzare una causa importante per apparire di più.

Accusa che sembra voler avanzare anche Selvaggia Lucarelli: “E il problema è legato a un tema, la violenza sulle donne, che richiede meno spot, forse, e un po’ di concretezza. Perché se ci sono i soldi per uno spot, ci sono anche quelli per pagare due segretarie. E non è che le due fondatrici, anche qualora raccogliessero pochi fondi, versino in una situazione di indigenza tale da non potersi permettere di mantenere un ufficio efficiente e un’associazione che faccia quello che promette. Perché poi vengono dei dubbi e sono dubbi poco edificanti.

Dubbi che ci sia molto fumo e poco arrosto.”

michelle hunziker instagram

Alcuni commenti trovati sotto alcuni post pubblicati da Michelle Hunziker sul suo profilo Instagram

Minaccia di querela

Immediata la risposta di Hunziker e Bongiorno, che hanno pubblicato il medesimo comunicato sui loro canali Facebook e twitter, nel quale dichiarano: “L’attacco sulle pagine del Il Fatto Quotidiano è gravissimo perché fornisce informazioni false che potrebbero scoraggiare altre vittime di violenza dal rivolgersi alla nostra fondazione. Abbiamo pertanto deciso di presentare querela e porteremo come testimoni tutte le donne che abbiamo aiutato in questi anni e che stiamo aiutando in queste ore”.

Qualche ora fa, Michelle Hunziker ha deciso anche di rendere nota la cifra che le due fondatrici avrebbero personalmente donato alla fondazione, dichiarazione che ha prontamente provocato la contro risposta di Lucarelli: “Non ho contestato le donazioni, ma altro. Ho parlato di disservizi oggettivi, reali e documentati. E comunque, se parliamo dei 10 anni dalla nascita della fondazione, sono quindi 27.000 euro l’anno di donazioni detraibili fiscalmente. Io non lo direi, ecco”.

Chiarimenti

Oggi, The Social Post ha parlato con Doppia Difesa per avere qualche chiarimento sul merito. È stato contattato il centralino dell’associazione, il quale ha risposto prontamente: una psicoterapeuta ci ha spiegato che la scelta di non pubblicare le storie delle vittime, neanche in anonimo, è dovuto al fatto che spesso molte vicende sono ancora oggetto di indagini e materia processuale, ed è quindi “molto complicato” e talvolta scorretto parlarne pubblicamente.

In merito ai dati, ci viene comunicato che annualmente viene pubblicato un bilancio pubblico e che i dati compaiono anche sulla rubrica dell’associazione che esce sul settimanale Oggi. La segreteria ci fornisce via mail una copia scansionata della pagina di Oggi in cui è apparso l’ultimo bilancio.

bilancio

Il bilancio pubblicato su Chi per il 2016

Ogni nostro contatto con l’associazione è stato, comunque, proficuo ed è stata data una risposta a ogni nostra domanda.

Anche Selvaggia Lucarelli dice di aver chiesto alcuni dati, ma va specificato che ha chiesto questi dati ad un avvocato che collabora con l’associazione, e che quindi è possibile che non abbia l’autorizzazione né gli strumenti per rispondere a informazioni interne all’associazione. L’associazione, tra l’altro, ci ha specificato che non hanno ricevuto alcuna richiesta di dati da Selvaggia Lucarelli.

Al telefono con l’associazione, ci sono infatti stati chiariti alcuni punti fondamentali: innanzitutto il fatto che l’associazione inviti le persone che li contattano a inviare una richiesta d’aiuto in forma scritta via mail, “perché per telefono ci si può perdere un dettaglio fondamentale, la conversazione non rimane e invece per mail noi abbiamo modo di ricontattarlo”.

 La persona con cui parliamo aggiunge inoltre: “Di solito in due-tre giorni cerchiamo di rispondere alle mail, poi a volte capita che la persona non ci indichi il numero di telefono, o che non ci richiami per un mese…”.

Nel momento in cui chiediamo come sia possibile, a quel punto, che Selvaggia Lucarelli non sia (stando a quanto da lei dichiarato) riuscita a parlare telefonicamente con nessuno dell’associazione, ci viene risposto: “Guardi, non so proprio cosa dirle, noi da anni cerchiamo di fare questo lavoro nel migliore dei modi, ora dobbiamo far fronte a questo articolo de Il Fatto Quotidiano…comunque non ci fermiamo“.