Carlo Angela è stato un uomo straordinario

Carlo Angela, durante il periodo delle persecuzioni razziali ha salvato molti ebrei facendoli passare per matti ma regalando loro la vita

Carlo Angela, è il capostipite di una famiglia straordinaria, appunto gli Angela. Conosciamo molto bene Alberto e il padre Piero per la loro grande capacità di divulgare il sapere attraverso i media. Ma non eravamo a conoscenza della storia di Carlo Angela, nonno del primo e padre del secondo, fino a quando non è uscito il libro di Renzo Segre, Venti mesi. E così abbiamo scoperto che Carlo Angela, durante la guerra, è riuscito a salvare tanti ebrei, uomini e donne, durante i rastrellamenti.

Carlo Angela è stato un eroe

La bellissima storia viene raccontata dal figlio Piero durante una lunga intervista a Repubblica.it. “Mio padre, era uno psichiatra e durante le persecuzioni razziali nascose nella clinica che dirigeva a San Maurizio Canavese ebrei, uomini e donne anche perseguitati, accogliendoli sotto falso nome. Li istruì su come fingersi falsi malati, facendoli passare per matti, e in questo modo li salvò.”


Tra di loro c’era anche Renzo Segre, autore del diario che la figlia Liliana, nominata da poco senatrice a vita dal Presidente della Repubblica, Mattarella, ha poi fatto pubblicare in tempi recenti dall’editore Sellerio.

Carlo Angela è stato un eroe ma rimasto per anni nell’anonimato. Durante il febbraio del 1944 ha rischiato anche la morte per fucilazione. Erano già partiti gli squadristi per venire a prenderlo a Torino. Poi la fortuna e l’intervento di un personaggio dell’alta nobiltà piemontese, in quel periodo ricoverato nella clinica, evitarono la tragedia.

Il Piemonte rende omaggio ad un uomo coraggioso

Carlo Angela è stato recentemente ricordato con un concerto commemorativo al Conservatorio di Torino. Non solo ma come ci racconta il figlio Piero:  “Yad Vashem, l’ente che si occupa della memoria della Shoah, fece un’indagine sui fatti descritti in quelle pagine e diede a mio padre il titolo di “Giusto tra le Nazioni”, attribuito alle persone non ebree che si sono adoperate per salvare gli ebrei dal genocidio.”

Piero e Sandra Angela, all'inaugurazione della targa intitolata al papà

Piero e Sandra Angela, all’inaugurazione della targa intitolata al papà



Fa piacere sapere che il nostro paeseabbia avuto uomini di questo calibro, che senza pensare alla fama, hanno compiuto gesti eroici che ancora oggi devono farci riflettere.

Come infatti sottolinea Piero Angela: “L’antisemitismo e il razzismo non si sradicano facilmente, bisogna ribadire continuamente i concetti legati al rispetto in una società mescolata, in cui bisogna vivere in una condizione di reciproca tolleranza.” Mai come in questo momento una dichiarazione come questa è più che mai attuale.

Piero Angela parla agli studenti della scuola di Vercelli

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