Denis Cavatassi è stato condannato a morte per l'omicidio del suo socio

Denis Cavatassi è stato condannato a morte. L’italiano si trova in Thailandia, in carcere, e al momento vive il processo di appello accusato dell’omicidio Luciano Butti. Il suo socio è stato ucciso a Pukhet nel marzo del 2011 colpito da alcuni spari mentre si trovava alla guida di una motocicletta. Il caso di Cavatassi arriva in Senato.

Cavatassi condannato a morte

Denis Cavatassi e Luciano Butti avevano insieme un ristorante a Pukhet, “L’Italiano”. Nel 2011 Butti muore e poco dopo uno dei thailandesi arrestato avrebbe fatto il nome di Cavatassi come mandante dell’omicidio del socio. Il 50enne viene arrestato e poi rilasciato su cauzione, non lascia la Thailandia e sembra aspettare il processo con serenità.

 Cavatassi si è sempre dichiarato innocente, ma la sentenza di condanna a morte ha attivato la famiglia e non solo. Al caso lavora l’avvocato Alessandra Ballerini, esperta di diritti umani, segue anche la famiglia Regeni nella lotta per avere giustizia dopo la morte di Giulio. Domani si presenteranno in Senato insieme ad Amnesty International, all’associazione Prigionieri del silenzio e al senatore Luigi Manconi per porre l’attenzione sulle condizioni di prigionia di Cavatassi e per raccontare il suo caso.

La prigionia

Cavatassi non può telefonare alla sua famiglia, può solo scrivere lettere che Repubblica pubblica: “Mi trovo rinchiuso in un carcere medioevale accusato di omicidio.

Tutto mi potevo aspettare vita ma questo va al di là della mia immaginazione. Questo drammatico avvenimento mi ha sconvolto la vita. Se fossi fatalista direi che è destino, se fossi religioso direi che è opera di Dio per mettermi alla prova. Ho visto detenuti con evidenti problemi, malattie della pelle su tutti, abbandonati a loro stessi per mancanza di personale medico e medicine all’interno della struttura carceraria. Ho ancora davanti agli occhi e nelle narici le condizioni igieniche assolutamente indegne di questo luogo.

Una vergogna almeno ai nostri occhi occidentali. Siamo in 200 in una cella che può contenerne meno della metà, se di notte mi giro su un lato non trovo più lo spazio per rimettermi supino“, questo è il contenuto di una delle lettere inviate poco dopo l’arresto. La figlia di Cavatassi è nata mentre lui era in carcere, l’ha vista solo una volta, attraverso uno schermo.

L’accusa

Denis Cavatassi è stato condannato a morte per l'omicidio del suo socio

Denis Cavatassi in aula

Secondo l’accusa Luciano Butti aveva un debito nei confronti del 50enne e per vendetta avrebbe assoldato un sicario per uccidere il socio. Dopo l’omicidio di Butti sono stati arrestati tre uomini, tutti thailandesi, uno di questi avrebbe fatto il nome di Cavatassi. Adriano Cavatassi, fratello del 50enne, aveva raccontato anni fa in un’intervista a Il Centro: “All’ultima udienza hanno sfilato 16 testimoni dell’accusa, ma polizia e scientifica si sono presentati senza avere in mano alcun elemento di prova che ad assassinare Butti sia stato Denis“. Romina, la sorella, racconta in queste ore a Repubblica come sta il fratello: “Le nostre speranze sono che venga assolto e dichiarato innocente, quale è. Speriamo e confidiamo nella serietà e professionalità della corte suprema, composta da tre giudici di esperienza. Speriamo che i giudici della corte suprema eseguano un esame attento della documentazione, dell’iter processuale e delle varie violazioni che ci sono state. Speriamo che gli si garantisca un processo equo che finora non c’è stato“. Domani l’udienza in Senato mentre Cavatassi resta in carcere in Thailandia a un passo dalla condanna a morte.