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Una condanna ferma, per quella che ritiene una carcerazione “disumana e barbara”: sono duri i toni che usa Silvio Berlusconi per parlare della condizione di Marcello Dell’Utri, malato di tumore e ancora costretto dietro le sbarre del carcere di Rebibbia, a Roma. L’ex Cavaliere si è apertamente schierato in favore dell’amico, prima che compagno di partito, a cui Berlusconi non avrebbe potuto nemmeno fare visita per dargli un po’ di conforto.

La condanna di Berlusconi per la vicenda Dell’Utri

Ritengo che la condizione di Marcello in carcere sia disumana e barbara“, dichiara senza mezzi termini Silvio Berlusconi a Canale Italia.

Il Cavaliere parla dell’amico Dell’Utri in seguito alla decisione del Tribunale di Sorveglianza di Roma di negare l’istanza di scarcerazione che avrebbe permesso, all’ex senatore di Forza Italia, di curare il tumore da cui è affetto al di fuori del carcere di Rebibbia, dove sconta la condanna a 7 anni per concorso esterno in associazione mafiosa. Una decisione che per Dell’Utri è un “ennesimo atto di crudeltà giudiziaria compiuto dal tribunale di Sorveglianza di Roma e lamentato anche da diversi detenuti nelle mie stesse, se non peggiori, condizioni”, per cui si è detto amareggiato piuttosto che sorpreso.

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Silvio Berlusconi

Anche per Silvio Berlusconi la permanenza di Dell’Utri in carcere altro non è che un’ingiustizia, peraltro aggravata dal fatto che, a sua detta, per ora gli sia stato impedito di rendere vista all’amico.

Il Cavaliere, sempre a Canale Italia, fa sapere di avere tanti collaboratori e amici che spesso sono lì con Dell’Utri a dargli conforto, ma che a lui tutto ciò sia negato “per quelli che sono stati i rapporti con Marcello”.

L’ex senatore di FI si consola studiando

Un Marcello Dell’Utri che occupa il tempo di detenzione studiando, come ha spiegato il deputato di Forza Italia Amedeo Laboccetta. Storia del Libro, il suo prossimo esame universitario.

L’ex senatore azzurro, come spiegato da Laboccetta, non si aspettava un rifiuto da parte del tribunale di Sorveglianza. “Ho avvertito le conseguenze del passaggio del suo stato psicologico dal fiducioso dei giorni scorsi al demotivato e all’arrabbiato che vive adesso. Gli ho fatto dono del libro dello storico francese Dominique Venner, Il secolo del 1914 edito da Controcorrente, da lui molto apprezzato. Mi ha fatto molto riflettere che Marcello mi abbia detto che considera i libri e quelli di storia in particolare farmaci straordinari”.

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Marcello Dell’Utri, ex senatore di Forza Italia

Laboccetta è tra i primi berlusconiani che si è apertamente schierato per la causa di Dell’Utri, tanto da aver criticato, negli ultimi tempi, i compagni di partito rei del “silenzio tombale” con cui stavano glissando sulla condizione dell’ex senatore di Forza Italia. Le parole di Berlusconi sembrano arrivare giusto in tempo.