Omicidio Mastropietro: indagati i 3 nigeriani, chiuse le indagini

Ci sono indizi che portano a credere che Pamela Mastropietro sia stata uccisa e non sia morta per overdose. Chiuse le indagini: indagati 3 spacciatori nigeriani

Ufficialmente chiuse le indagini sulla morte di Pamela Mastropietro. La notizia giunge all’indomani dall’interrogatorio a cui sono stati sottoposti altri due spacciatori, anche loro nigeriani. Dunque 3 gli indagati per la morte di Pamela, fatta a pezzi e riposta in due trolley. Le accuse che gravano sul capo dei 3 spacciatori sono orribili.

Chiuse le indagini per la morte di Pamela Mastropietro

Dal giorno in cui è stato ritrovato il suo cadavere, si lavora per riuscire a venire a capo nel minor tempo possibile del o degli assassini della ragazzina. Tante le ipotesi che sono state formulate sulla morte della ragazza, fin da subito risultata dolorosa e truce come poche altre morti. Fin da subito per la sua morte era stato fermato Innocent Oseghale, lo spacciatore nigeriano accusato dapprima di averla uccisa e solo in seconda istanza di averla smembrata. Di ieri la notizia del fermo di altri due nigeriani: un 27enne, Awelima Lucky, fermato a Milano e Desmond Lucky fermato a Macerata. Per quanto desti in stato d’arresto e sia implicato nella vicenda, le indagini preliminari non hanno portato a credere che Oseghale sia l’esecutore materiale dell’omicidio.


pamela mastropietroPamela Mastropietro


3 indagati: omicidio, vilipendio, occultamento di cadavere e reato di spaccio

Interrogati per ore ed ore, in mattinata è stato giudicato necessario iscrivere tutti e 3 nel registro degli indagati e chiudere le indagini. Terribili i reati che gravano sulle loro teste come omicidio – non è ancora chiaro se Pamela sia morta assassinata o di overdose – vilipendio, occultamento di cadavere e infine spaccio di stupefacenti. Secondo quanto reso noto dalla Procura di Macerata, attiva sul caso, con molta probabilità Pamela potrebbe essere stata uccisa e dunque morta per “omicidio volontario” e non per overdose come si era parlato. Ci sono infatti diversi indizi che farebbero pendere l’ago della bilancia verso questa congettura. È bene sottolineare come durante tutto l’interrogatorio nessuno dei nigeriani abbia ammesso responsabilità per l’omicidio della giovane.

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