Violentò e uccise Federica Squarise: in libertà dopo soli 10 anni

Son già passati quasi 10 anni da quando Federica Squarise, una giovane italiana che si trovava in Spagna, veniva stuprata e strangolata da Victor Diaz Silva. Ora, l’uomo potrebbe ritornare in libertà

Era stato condannato a 17 anni e nove mesi Victor Diaz Silva, l’uomo che sul finire del giugno 2008 aveva violentato e ucciso la giovane italiana Federica Squarise. Secondo le autorità spagnole però, dopo aver scontato almeno i due terzi della pena, i condannati possono aver diritto a un permesso premio. Grazie a esso, Diaz Silva, clandestino di origini uruguayane conosciuto anche come il “gordo”, potrebbe rivedere la libertà già da quest’anno. I famigliari di Federica, insieme al loro avvocato, stanno facendo di tutto per far si che le autorità spagnole non concedano all’uomo questo privilegio. Sostengono infatti che con un permesso il “gordo” scapperebbe sicuramente.

L’omicidio di Federica

Inizialmente sembrava fosse una fuga giovanile quella di Federica Squarise, la quale dal 30 giugno 2008 risultava dispersa. Almeno così aveva supposto la polizia, che aveva dichiarato la scomparsa come un “allontanamento involontario”. Il corpo della ragazza invece era poi stato ritrovato senza vita dopo una settimana, il 7 luglio. Giaceva nudo nascosto in un parco vicino al centro della città spagnola di Lloret de Mar, nella quale Federica si trovava al momento della sparizione e che recentemente ha visto morire dopo una rissa un altro italiano, Niccolò Ciatti. Grazie a un’ indagine fulminea le autorità spagnole erano riuscite a risalire a Victor Diaz Silva. Dopo un’ iniziale resistenza l’uomo decise di confessare, collaborando anche con le autorità. Anche grazie a questa collaborazione, il giudice optò per uno sconto della pena, che fu fissata a 17 anni e nove mesi di carcere.

Victor Diaz SilvaVictor Diaz Silva, conosciuto anche come il “gordo”


Le proteste dei famigliari e dell’avvocato

Secondo le leggi spagnole all’assassino potrebbe essere già concesso un permesso premio, grazie al quale l’uomo riassaporerebbe la libertà. “Confidiamo che la condizione di quel soggetto, che era e rimane clandestino, e nell’estate del 2008 si trovava a Lloret de Mar da soli quattro giorni, porti i giudici a pensare bene alle loro azioni. Che permessi premio gli vanno riconosciuti? Ha già avuto l’attenuante della collaborazione, in parte falsa dal momento che è stato arrestato mentre stava scappando: sì, messo alle strette ha parlato, ma se si trovasse di nuovo in libertà, non mi stupirei se come prima cosa gli venisse in mente di darsi di nuovo alla fuga” ha dichiarato l’avvocato Usai, parlando a nome della famiglia di Federica Squarise.

Il risarcimento non dato

Secondo quanto decretato dai giudici spagnoli nel 2008 alla famiglia della vittima spettava inoltre un risarcimento di 250 mila euro. Il denaro sarebbe servito a far sopravvivere l’associazione Onlus per Federica, in onore della ragazza, per aiutare le donne vittime di maltrattamento. I parenti di Federica Squarise però non hanno ancora visto nemmeno un soldo ed è altamente possibile non ne vedranno mai. L’assassino infatti risulta nullatenente e, da clandestino, non è nemmeno registrato all’anagrafe tributaria.