Marcello Dell’Utri è stato ricoverato per accertamenti

Si discute da molto tempo di una possibile scarcerazione dell’ex senatore di Forza Italia Marcello Dell’Utri a causa delle sue condizioni di salute. Proprio oggi l’ex senatore ha lasciato il carcere di Rebibbia, a Roma, per effettuare alcune visite di controllo al Campus Biomedico. Date le sue condizioni, è affetto non solo dal tumore, ma anche da una cardiopatia e diabete, ci devono essere degli accertamenti.

Le condizioni

L’avvocato Alessandro De Federicis ha spiegato la situazione: “In questo momento Dell’Utri resta ancora detenuto. Anche se in un ospedale. Adesso lo staff del Campus Biomedico potrà verificare la situazione. All’esito degli accertamenti è possibile che si possano portare informazioni aggiuntive per il tribunale che a sua volta potrebbe assumere delle determinazioni.

I medici devono chiarire. Vedremo strada facendo le valutazioni sulle terapie da fare“. È possibile che le nuove condizioni siano favorevoli a una scarcerazione?

La richiesta di scarcerazione respinta

Solo qualche settimana fa il tribunale aveva respinto la nuova richiesta di scarcerazione per Dell’Utri. I giudici avevano affermato: “La posizione giuridica di Dell’Utri non è in alcun modo rassicurante: la sentenza in esecuzione ha accertato i suoi rapporti con i vertici di Cosa nostra dai primi anni ’70 al 1992. Allarmante appare la pregressa latitanza in Libano, avvenuta nel 2014, vale a dire poco meno di quattro anni fa, nonostante l’età, la patologia cardiaca e le altre affezioni già all’epoca presenti“.

E ancora: “Non appare adeguato il regime domiciliare presso l’ospedale milanese o l’abitazione personale, da cui può facilmente allontanarsi rilevando che le terapie previste non consentono nemmeno l’applicazione di strumenti elettronici di controllo“.

Silvio Berlusconi

Silvio Berlusconi

Solo qualche giorno fa Silvio Berlusconi aveva commentato a Canale Italia: “Ritengo che la condizione di Marcello in carcere sia disumana e barbara“. Per Dell’Utri le sue condizioni sono un “ennesimo atto di crudeltà giudiziaria compiuto dal tribunale di Sorveglianza di Roma e lamentato anche da diversi detenuti nelle mie stesse, se non peggiori, condizioni“.