I Riina non pagano la tassa sui rifiuti, il Comune li diffida: ora rischiano il pignoramento

600 euro per la vedova, 400 per la figlia: le commissarie del Comune, dopo diversi solleciti, ora passano alle maniere forti. Se non pagheranno, le auto dei Riina verranno pignorate

Niente da fare, la famiglia Riina – anche dopo la morte del capo dei capi Totò – proprio non ne vuole sapere di dare soldi allo Stato. La vedova del boss di Corleone, così come sua figlia, avrebbero lauti arretrati sulle tasse dei rifiuti da pagare al comune. Loro si dicono nullatenenti e, attenendosi al codice etico mafioso, quei soldi proprio non li vogliono versare: peccato che con il commissariamento del palazzo comunale di Corleone la musica sia cambiata. Se prima vigeva la regola del lascia passare, ora i Riina rischiano di vedere il proprio fascicolo all’Agenzia delle Entrate, con lo spettro del pignoramento delle auto dietro l’angolo.

La vedova e la figlia di Riina diffidate

600 euro per Ninetta Bagarella, 400 per Lucia Riina: sono queste le cifre che il Comune di Corleone attende dalla famiglia del capo dei capi, che però proprio non ne vuole sapere di colmare i propri debiti. Ma se prima una “dimenticanza” simile poteva esser lasciata passare, con le tre commissarie che da 6 mesi circa reggono il comune le carte in tavola sembrano esser cambiate: nonostante i solleciti inviati negli scorsi mesi ai Riina, nelle casse comunali non è finito nemmeno un centesimo.

ninetta bagarella lucia riinaLucia Riina e Ninetta Bagarella


Ecco che allora è partita la diffida: la vedova e la figlia di Totò ora hanno 120 giorni per redimersi e pagare la tassa sui rifiuti, altrimenti il loro caso finirà all’Agenzia delle Entrate che, eventualmente, potrebbe anche pignorare loro le automobili per morosità. Una novità a Corleone, visto che l’amministrazione precedente addirittura si era prodigata a deliberare una sanatoria fiscale per le famiglie di Cosa Nostra che, indisturbate, i soldi in tasse non li versavano mai.

Seguiranno l’esempio della vedova di Provenzano?

Ci si domanda se adesso i Riina seguiranno l’esempio di Saveria Benedetta Palazzolo, vedova di Bernardo Provenzano, che ha chiesto la rateizzazione di un arretrato di 1100 euro e di cui ha già versato due quote. Un gesto che al capo dei capi non sarebbe andato giù tanto facilmente: per lui Provenzano era “un carabiniere”, diceva chiedendosi come facesse a collaborare con lo Stato.

totò riinaTotò Riina


Dal canto loro, la vedova e i figli del boss di Cosa Nostra continuano a dichiarare zero al fisco: il tesoro di Riina, ammesso che esista, loro non hanno idea di dove sia né a quanto possa ammontare. E allora, essendo nullatenenti, di sicuro il loro ultimo pensiero è di pagare le tasse.