alfie evans

Alfie non ce la farà. L’Alta corte inglese ha deciso che al piccolo Alfie Evans, 21 mesi, dovrà essere staccata la spina. Alfie è affetto da una malattia neurodegenerativa di cui ancora non si conoscono tutti i misteri e che rimane, sotto molti punti di vista, non completamente diagnosticata. nonostante la dura lotta dei genitori per poterlo tenere in vita, i giudici della corte hanno giudicato “scorretto e disumano” un prolungarsi della sua condizione di sopravvivenza.

Alfie come Charlie

Impossibile non ricordare, nel sentire la storia di Alfie, il caso Charlie Gard. Il piccolo Charlie era affetto da una sindrome di depilazione del Dna mitocondriale che, nonostante le ricerche fatte da molti medici e qualche tiepida speranza che in molti avevano avuto, non aveva possibilità di guarigione.

i suoi genitori avevano combattuto una strenua battaglia, anche a livello mediatico, per concedere più tempo al figlio (e a loro stessi, per stare con lui e trovare una terapia).

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Il caso di Alfie presenta molte analogie a quello di Charlie. Anche Afie si trova in uno stato semivegetativo, enormemente invalidante e senza che attualmente esista una possibilità di cure.

Tom Evans e Kate James, i genitori di Alfie, hanno combattuto affinché il Giudice non autorizzasse i medici a staccare la spina, cosa che non è avvenuta: l’Alta Corte ha infatti stabilito che ora il piccolo debba avere diritto a “quiete e privacy”, argomentando: “Il bambino ha bisogno di silenzio e privacy e di buone cure palliative per concludere in pace la sua vita”.

genitori alfie

I genitori di Alfie Evans

Genitori vs medici

I genitori di Alfie al momento non si sono espressi sulla possibilità di ricorrere alla corte suprema britannica.

Ciò che è chiaro è che c’è stata in passato tensione tra la coppia e i medici dell’Alder Hey Childer Hospital di Liverpool, dove si trova il bambino. I genitori, infatti, contestavano la tesi dei medici secondo la quale il piccolo sarebbe in uno stato semivegetativo, in quanto secondo loro, aveva delle reazioni agli stimoli.

Alcuni referti medici presentati ai giudici mostrerebbero però come il cervello di Alfie fosse stato in parti distrutto per colpa della malattia, e di come non ci fosse una concreta possibilità di miglioramento.

A tale proposito, in giudici hanno dichiarato: “Ciò di cui Alfie ha bisogno adesso sono buone cure palliative, che lo facciano sentire il più possibile a suo agio così che possa concludere la propria vita come l’ha vissuta”.