Quando il pregiudizio va in vacanza

Gli stereotipi e i luoghi comuni, lo ammetto, sanno essere molto divertenti: peccato però per quelli che non sanno andare al di là del loro naso e li danno per un postulato assoluto e imprescindibile

Partiamo dal fatto: nei giorni scorsi è girata la notizia di una violenta rissa esplosa a bordo di una nave da crociera scatenata da una certa famiglia che risponde al nome di Barkho. Una vacanza da sogno trasformata in un inferno, per tre lunghi giorni: fino a che i signori Barkho non sono stati invitati dall’equipaggio ad abbandonare la Carnival Line non appena approdati ad Eden, ristabilendo così l’ordine a bordo.

Pare che questi numerosi e soprattutto rumorosi Barkho appartengano ad una vera e propria stirpe di bulli. Immaginate di prendere tutti i vostri sudatissimi risparmi per regalarvi finalmente quella meravigliosa e tanto meritata vacanza. Tutto è stupendo, l’aria salmastra vi bacia le guance, il colore del mare e quello del cielo si confondono in mille sfumature, i pranzi buffet di quelli che ti ci tuffi… e poi ad un tratto arrivano i Barkho, arroganti e compatti come una testuggine che minacciano, seminano il terrore e addirittura, sul ponte gira voce, siano maneschi e che non riesca a tenerli a bada nemmeno la sicurezza. Magari non osate dirlo, ma pure a voi è capitato di ricevere qualche intimidazione dai temibilissimi Barkho. Un incubo da cui non potete scappare, anche perché siete a centinaia di migliaia di chilometri dalla costa, probabilmente circumnavigando la Fossa delle Marianne. Maneschi sono maneschi, perché a quanto pare la crociera infernale ha avuto un epilogo disastroso con tanto di azzuffata alla Looney Tunes.

Azzuffata da Looney TunesAzzuffata da Looney Tunes


Ora, perché questa vicenda ci tocca così da vicino? Ve lo dico subito: per il loro temperamento chiassoso-irruento-rissoso, il “clan” dei Barkho, è stato identificato come italiano. Il nome di questi Barkho suonerà pure italiano, ma questi animali da crociera che si nutrono di pregiudizi e stereotipi all you can it, potevano almeno informarsi superficialmente, per scoprire che la famiglia di disturbatori non è italiana, bensì australiana, originaria di Melbourn. Dice: “Guarda gesticolano, fanno chiasso e sono mille mila. Sicuro sono italiani“. Da italiana, non nascondo che mi sono sentita un po’ toccata nell’orgoglio. Tuttavia, da italiana mi rendo anche conto che ci sono delle caratteristiche che inevitabilmente ci distinguono, magari fattarelli che mi fanno anche ridere. E va bene, abbiamo un tono di voce decisamente più alto della media, ma è per farci sentire meglio. Forse gesticoliamo un po’ troppo quando parliamo, ma è per farci capire meglio. Ora, il fatto che abbiamo un’impostazione un po’, per così dire, esuberante nell’esprimerci: A)Non vuol dire che siamo dei prepotenti e B) (e la B è importante) non vuol dire che lo siamo tutti, o che qualcun altro che non sia italiano possa esserlo.

Quando gli italiani gesticolano Quando gli italiani gesticolano


Dice: “Va be’, ma mica tutti gli stereotipi che vi riguardano sono negativi. Ad esempio siete pieni di stile!“. Ah certo, se me lo dice un tedesco con i calzoncini color cachi e i calzini di spugna nei sandali, perfino io che la mattina esco di casa così come riemergo l’armadio dopo essermici lanciata con una benda sugli occhi, potrei sembrare un membro di Casa Versace. Ops! L’ho appena fatto anche io! Mi sono lasciata trascinare dagli stereotipi. Allora è vero che è facile farsi influenzare dai pregiudizi. Per fortuna sono stata in Germania più di una volta per scoprire -so che forse non crederete a quello che sto per dire ma è così- che ci sono anche tedeschi che si vestono bene, eh. Se volessimo ragionare per stereotipi allora tutti i francesi sono dei puzzoni che vanno in giro con la baguette sotto l’ascella, tutti i russi sono comunisti pieni di vodka, tutti gli americani sono obesi, tutti gli inglesi sono snob e i cinesi... i cinesi sono tutti uguali.

Un tipico calzino nel sandalo Un tipico calzino nel sandalo


Fin quando ci limitiamo a questi luoghi comuni, ammettiamolo, è anche divertente. È quando lo stereotipo si trasforma in pregiudizio che la questione comincia a farmi paura. Tranquilli, non ho intenzione di attaccare il pistolone sulla questione razzista e/o discriminatoria. Non è questo il caso. Però, se c’è una cosa che ho imparato è che il modo migliore per conoscere la gente nel mondo è andare nel mondo. Se non vai in Germania non potrai mai sapere che ci sono tedeschi che preferiscono gli stivali, ma continuerai ad immaginarli con calzini osceni in sandali osceni. Oppure se non vai al di là del tuo naso, non saprai mai che in Russia vivono anche comunisti astemi, o magari che i francesi possono aver sviluppato più anticorpi di noi, che in America c’è anche chi fa fitness, che il punk è nato in Inghilterra e che in fondo, se li guardi bene i cinesi, hanno sfumature diverse.

waderlustManda in vacanza i pregiudizi


Quanti passeggeri sulla Carnival Line pensate si siano sentiti degli idioti, dopo aver scoperto che i Barkho sono australiani? Spero in tanti, e quelli che non si sono sentiti degli idioti, be’ forse devono viaggiare ancora un po’. Ah, a proposito, i Barkho, quasi non vi raccontavo come è andata a finire: pare che scesi dalla nave abbiano proceduto per vie legali, denunciando la compagnia Carnival Cruise, sostenendo che quest’ultima li abbia usati come pretesto per giustificare una serie di problemi, scontenti e mancanze a bordo. E quindi oggi cosa abbiamo imparato? Che gli australiani hanno una bella faccia tosta, ma anche no!

La rissa dei Barkho La rissa dei Barkho