Cos'è il reddito di cittadinanza promesso dal Movimento 5 Stelle

Il Movimento 5 Stelle è il primo partito in Italia e ci si interroga ora sulla fattibilità del reddito di cittadinanza, la loro proposta più importante

Il reddito di cittadinanza è una misura di contrasto alla povertà promossa dal Movimento 5 Stelle, sin dagli esordi del partito. Dopo la vittoria schiacciante della squadra pentastellata alle elezioni, è la prima forza politica del Paese, molti si stanno chiedendo in cosa consista effettivamente questa promessa. La misura per tutelare i cittadini sotto la soglia di povertà fa parte in realtà del reddito minimo garantito. Un provvedimento richiesto anche dal Parlamento europeo nel 2017, data la crescita delle famiglie in difficoltà, e già adottato da Paesi come la Finlandia e la Germania.

Reddito di cittadinanza: cosa prevede

Partendo dal contenuto di questa proposta, bisogna dire che il reddito di cittadinanza è una misura che assicura un reddito minimo calcolato in base alla soglia di povertà relativa. Verrebbe erogato il 60% del reddito individuale medio, che corrisponde a 780 euro a persona al mese. Su questo punto c’è un po’ di ambiguità perché c’è chi parla di sussidio decrescente. Nel “Programma Lavoro” del Movimento viene comunque indicato chiaramente che “l’ammontare è attualmente fissato sui 780 euro mensili per persona singola e parametrato sulla base della scala OCSE modificata per nuclei familiari più numerosi“.

grillo reddito di cittadinanzaLa marcia per il reddito di cittadinanza con Grillo ad Assisi di maggio 2017. Foto: Ansa


Lo scopo è assicurare l’inclusione sociale e i mezzi per ritornare parte attiva all’interno della società per chi vive in condizioni di indigenza. La misura interesserebbe 9 milioni di italiani con un reddito che non superi i 780 euro: ai 4 milioni di cittadini identificati come poveri assoluti verrebbe corrisposta quella stessa cifra. Se una persona ha invece un reddito ma non arriva comunque a superare la soglia di povertà, avrebbe diritto ad un’integrazione.

Le condizioni per ottenerlo

La legge che verrebbe proposta dai cinquestelle presenta comunque delle condizioni da soddisfare se si vuole continuare ad aver diritto al reddito. Ad esempio essere iscritti ai centri dell’impiego, seguire corsi di aggiornamento professionale, non abbandonare più di due lavori con contratto all’anno senza giusta causa e accettare una delle prime tre proposte di lavoro offerte. Si assicura comunque aiuto per cominciare un percorso di reinserimento nel mondo del lavoro, e ci si propone di dare vita ad un Osservatorio nazionale sul mercato del lavoro.

I costi del reddito

di maio Il leader politico del Movimento Luigi Di Maio. Foto: FILIPPO MONTEFORTE/AFP/Getty Images


Come dichiarato dai promotori della proposta, e certificato dall’Istat, il costo sarebbe di 14,9 miliardi di euro l’anno. Questa cifra lieviterebbe calcolando le misure complementari come l’innalzamento del salario minimo a 9 euro l’ora e gli incentivi per le aziende. Le coperture, secondo il Movimento, ci sono: miliardi recuperati da spending review e detrazioni fiscali. Inoltre, come chiarito nella proposta di legge 1148 del 2013, che ha dato vita all’idea, si cercerebbero “risorse da gioco d’azzardo, banche, compagnie petrolifere, grandi ricchezze e tagliare dai finanziamenti per i giornali“.